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Golfo di Follonica (LI): le proroghe di concessioni demaniali marittime non riguardano l'acquacoltura

Si tratta di uno dei siti marini più sfruttati per questa attività nel nostro Paese.

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martedì 10 febbraio 2026

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17 milioni di metri quadrati di acque: stress e morte per spigole e orate

Il TAR Toscana ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Agroittica Toscana contro gli atti del comune di Piombino, volti a procedere con la messa a gara delle concessioni scadute di tre allevamenti ittici nel golfo di Follonica, al fine di rendere il procedimento più trasparente e aperto.

IL MARE È UN BENE PUBBLICO
Il Golfo di Follonica è uno dei siti più sfruttati per l'acquacoltura in mare nel nostro Paese, occupa infatti circa 17 milioni di metri quadrati di acque e sfrutta un numero elevatissimo di pesci, soprattutto spigole e orate, con gravi ripercussioni su questi animali, ma anche in termini ambientali.

Il mare è un bene pubblico e l'attività di acquacoltura in mare aperto necessita, infatti, di una concessione demaniale marittima, con cui i comuni costieri competenti autorizzano l'utilizzo di una porzione di mare a fini produttivi.

24 GABBIE, OLTRE 3 MILIONI DI PESCI L'ANNO
Nel Golfo di Follonica, vi sono tre principali aree destinate all'allevamento ittico di competenza del comune di Piombino, le altre sono di competenza del comune di Follonica, che gestisce la parte sud del Golfo.

Agroittica Toscana gestisce due impianti di allevamento per spigole e orate: uno a terra nel comune di Piombino,  dove i pesci sono allevati in vasche e l'altro situato in circa 100 ettari nel mare del Golfo di Follonica, a circa 4 miglia dalla costa, dove vi sono ben 24 gabbie che allevano oltre 3 milioni di questi pesci l'anno. Agroittica Toscana è uno degli operatori più presenti nel tempo, con l'ultima concessione demaniale rilasciata nel 2013 e naturalmente in scadenza nel 2022.

UNA QUESTIONE DI PROROGHE
Il comune di Piombino nel 2021 ha però prorogato le concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2023, al fine di consentire agli operatori uscenti di portare a termine i cicli produttivi e per assegnare le tre aree di mare attraverso una procedura comparativa, nel rispetto dei principi di concorrenza con altri operatori.

Agroittica, che non ha mai impugnato tale atto di proroga del Comune, ha partecipato alla procedura, ottenendo il lotto 2 con relativa concessione fino al 2040, ma, parallelamente, ha presentato ricorso al TAR contro gli atti del comune, volti a indire una procedura comparativa. Nel ricorso Agroittica contestava i criteri di gara, ma anche la mancata applicazione delle proroghe al 2033 previste da norme statali.

Il Tar ha dichiarato inammissibile per difetto di interesse il ricorso di Agroittica Toscana ed ha precisato un punto chiave: le concessioni per acquacoltura non rientrano nelle proroghe automatiche al 2033, limitate alle concessioni turistico-ricreative,  perché le aree di mare sono una risorsa limitata e richiedono procedure comparative.

LE CONSEGUENZE DELL'ACQUACOLTURA
Su questo presupposto è fondamentale rendersi conto dello stato attuale del Golfo di Follonica, come di tutti i siti in cui l'itticoltura è presente: la degradazione dei fondali dovuta all'accumulo di feci e mangimi non consumati, rischi di inquinamento chimico, stress e morte per gli animali:   è necessario di monitoraggio avanzato che non argina comunque questi problemi.

La scadenza delle concessioni marittime per l'acquacoltura deve essere un momento di riflessione e di coraggioso impegno per tutelare il mare , invece che contribuire a devastare la sua fondamentale biodiversità.

La vita degli animali acquatici dipende da queste scelte e da quelle quotidiane che puoi fare anche tu, scegliendo di non mangiare pesce, ma valide alternative vegetali!