Una vittoria netta, che mette la parola "fine" alle forzature normative della Regione Lombardia.
Il TAR di Milano (Sentenza n. 00976/2026) ha accolto il ricorso che noi di LAV abbiamo presentato con ENPA, LAC, LIPU, LNDC Animal Protection, WWF Italia patrocinate dallo Studio avvocato Linzola, e ha annullato i provvedimenti regionali che autorizzavano il prelievo in deroga di Fringuelli e Storni per la stagione venatoria 2025/26.
Il Tribunale Amministrativo ha ribadito un principio fondamentale: la caccia a specie protette non può essere un'abitudine. La "deroga" prevista dalla Direttiva Uccelli è un'eccezione straordinaria che richiede prove rigorose.
Nonostante i ripetuti richiami della Corte di Giustizia UE e le precedenti condanne, Regione Lombardia — spesso seguita a ruota da altre Regioni— continua a tentare la strada delle deroghe "facili".
Questa sentenza è una lezione di civiltà. È inaccettabile che ogni anno la Regione impegni risorse pubbliche e uffici per scrivere delibere illegittime, con l'unico scopo di accontentare una frangia estremista del mondo venatorio. Questo 'accanimento burocratico' contro specie protette non è solo un danno alla biodiversità, ma un insulto ai cittadini che credono nel rispetto delle regole.

La Giunta regionale aveva autorizzato l'uccisione di una quota spropositata e illegittima di 97.637 fringuelli e 36.552 storni tra il 1° ottobre e il 30 novembre. Già lo scorso anno, il Consiglio di Stato (Ordinanza n. 3968/2025) aveva sospeso la delibera regionale ma la sospensione arrivò a stagione inoltrata e migliaia di uccelli protetti sono stati uccisi.
Vincere al TAR oggi è fondamentale per il futuro, ma non restituisce la vita alle migliaia di animali uccisi per colpa di una politica che ignora deliberatamente la legge.
Insieme alla altre associazioni denunciamo inoltre la volontà di diverse Regioni di voler riaprire le deroghe anche per l'anno in corso, nonostante la chiarezza dei tribunali. Si tratta di un cortocircuito istituzionale che espone l'Italia a onerose procedure d'infrazione europee, pagate da tutta la collettività.