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"Fuori dall'era dei fossili": abbiamo aderito alla campagna globale

Rilanciata Italia da Gea - Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale - la campagna lotta contro un sistema distruttivo anche per gli animali.

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Ultimo aggiornamento

giovedì 19 marzo 2026

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Non possiamo più delegare: se non fermiamo la guerra contro la Terra, non lo farà nessun altro

Abbiamo aderito alla campagna globale "Fuori dall'era dei fossili" rilanciata in Italia da Gea Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale.

Dal 24 al 29 aprile 2026 si terrà a Santa Marta, in Colombia, la prima Conferenza internazionale per l’abbandono dei combustibili fossili.

Più di 50 governi si riuniranno, pronti a passare da impegni graduali ad azioni concrete, condivise con una coalizione globale di oltre mille soggetti accreditati nel percorso: popoli indigeni, movimenti, ong, società civile, università, centri di ricerca, premi Nobel, partiti e governi subnazionali. 

Una svolta storica nella diplomazia climatica.

Negli ultimi 10anni petrolio, gas e carbone sono stati responsabili dell’86% delle emissioni di CO₂ che riscaldano il pianeta. Questo processo ha conseguenze devastanti anche per gli animali selvatici: perdita di habitat, alterazione dei cicli naturali, estinzioni e crescenti minacce alla sopravvivenza di molte specie.  Dobbiamo allontanarci rapidamente dall’era dei fossili progettando un futuro basato sul rispetto dei limiti della Terra e del diritto all’autodeterminazione di tutte le entità viventi.

Le realtà impegnate per i diritti degli animali sostengono questa campagna perché l’estrazione di petrolio, gas e carbone distrugge ecosistemi interi, privando la fauna selvatica degli spazi e delle risorse necessari per vivere.

Sversamenti di petrolio, rifiuti tossici e inquinamento atmosferico avvelenano animali e ambienti marini, mentre la combustione dei combustibili fossili accelera il riscaldamento globale, provocando siccità, incendi che uccidono miliardi di animali, inondazioni e l’innalzamento dei mari che rende molti habitat invivibili.

Allo stesso tempo, vaste aree forestali — come l’Amazzonia — vengono distrutte per creare pascoli o coltivazioni destinate ai mangimi, con gravi perdite di biodiversità.

Infine, la crudele industria degli allevamenti richiede molta più energia fossile rispetto alla produzione di proteine vegetali.

Non possiamo più delegare: se non agiamo per fermare la guerra contro la Terra non lo farà nessun altr@.

Sottoscrivi la campagna globalecome ha fatto LAV e unisciti alla campagna rilanciata da Gea in Italia e agiamo insieme!