La lotta alla vivisezione è però ancora lunga.
Un cucciolo che viene fatto passare sopra il filo
spinato tra le mani protese verso il cielo, questa l’immagine diventata
il simbolo dell’inizio della fine dell’ultimo allevamento di
cani destinati alla vivisezione in
Italia. (ph. credits @Filippo Venezia)
Oggi, a distanza di 14 anni ricordiamo che LAV ha vinto in tribunale con la storica condanna dei vertici dello stabilimento allevatore e la sua definitiva chiusura, oltre ad aver ottenuto il divieto per legge, unico in Europa, di allevare cani (gatti e primati) destinati alla sperimentazione.
Vogliamo ricordare insieme ai quasi 3000 cani salvati dall’orrore della vivisezione chehanno trovato il calore di una famiglia.
Nonostante l’Europa e il resto del mondo investano e promuovano i modelli di ricerca senza animali, l’Italia decide di restare indietro e sostenere l’obsoleta e fallimentare sperimentazione su cavie con ingenti sprechi di vite e fondi.
Oltreoceano la Food and Drug Administration (Fda) ha annunciato di aver raggiunto i principali obiettivi del primo anno di attuazione della sua “Roadmap per la riduzione della sperimentazione animale negli studi preclinici di sicurezza”, presentata nell’aprile del 2025. Un traguardo che segna, si legge nella nota .“un anno di azioni trasformative per modernizzare lo sviluppo dei farmaci attraverso una scienza innovativa e rilevante per l’uomo” a fronte di un indice di fallimento che supera il 90% del modello animale causando problemi di sicurezza o efficacia identificati solo successivamente negli studi clinici sull’uomo.
Per colmare questo divario, l’Agenzia sta promuovendo l’uso di nuove metodologie (NAM, New Approach Methodologies), tra cui sistemi avanzati in vitro, modellistica computazionale e piattaforme derivate da tessuti umani, che riflettono meglio la biologia umana e migliorano la previsione degli effetti dei farmaci.
Per sostenere i progressi, la Fda: