Cassazione annulla condanna a Veterinario pubblico "Green Hill Bis"

Processo “Green Hill Bis”: la V sezione della Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a carico del veterinario pubblico addetto ai controlli dell’allevamento Green Hill, chiedendo un rinvio a una nuova sezione della Corte di Appello di Brescia che riveda i fatti e dia una nuova valutazione degli stessi per i reati di falso ancora non prescritti. Sono invece ormai prescritti i reati di uccisione e maltrattamento di animali: la Corte di Cassazione annulla la condanna, restando così possibile per la Corte di Appello la valutazione della loro sussistenza solo per i fini civili.

Quella di oggi è una sentenza deludente che conferma come dietro a chi lavora e lucra sulla vita degli animali ci sia un muro di gomma e non si non vuole far conoscere ciò che accade nei laboratori. Un’occasione mancata per fare luce sulle lacune nei controlli, pagati con denaro pubblico, per accertare il rispetto del benessere animale in una vicenda che ha già accertato gravi responsabilità penali a carico dei vertici di Green Hill. Tutelare e garantire lo stato di salute degli animali è un obbligo morale e giuridico di chiunque lavori con gli animali, sebbene ancora purtroppo destinati a morte nei laboratori: lo abbiamo sottolineato più volte e chiediamo almeno il rispetto della legge.

Grazie a una lunga battaglia, abbiamo ottenuto il divieto di allevare cani, gatti e primati per fini sperimentali, un successo unico in Europa, quindi Green Hill non potrà più riaprire, ma tale divieto viene costantemente minacciato da alcuni in Parlamento e LAV continuerà a lottare per difendere questa norma di civiltà e perché il nostro Paese, la ricerca e gli animali hanno diritto a una scienza moderna, basata su metodi sostitutivi e non su fabbriche di animali.

La LAV ringrazia l’Avv. Raffaella Sili per l’assistenza legale fornita in questo giudizio.