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In ricordo del maestro Marcello D'Orta

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Ultimo aggiornamento

lunedì 18 novembre 2013 23:00

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La LAV perde un maestro e un amico degli animali: il maestro Marcello D'Orta oggi ci ha prematuramente lasciati.

Con lui, autore dell'indimenticabile "Io speriamo che me la cavo", negli anni più recenti abbiamo pubblicato alcune pillole di saggezza dei bambini sugli animali nel libro "Nessun porco è signorina".

L'iniziativa è stata realizzata con una importante finalità benefica perché Marcello D'Orta, autore sensibile e generoso, ha deciso di devolvere una parte dei proventi delle vendite alla LAV che li impiegherà per nuove iniziative educative nelle scuole per il rispetto degli animali.

Tutto è cominciato col desiderio di Marcello D’Orta di approfondire le conoscenze dei bambini rispetto al mondo degli animali, e per fare questo si è rivolto a noi.

Volontari della nostra sede di Napoli hanno girato le scuole della città (e della periferia) assegnando - col consenso di direttori e docenti - delle tracce come queste: Ogni anno muoiono centinaia di cani abbandonati sul ciglio di una strada… qual è il tuo pensiero in proposito?. Che cosa pensi della corrida? Che cosa sai dei combattimenti fra animali organizzati dalla malavita? Ti sembra giusto ammazzare un animale per farne una pelliccia? Se tu fossi un animale, chi ti piacerebbe essere?
Che cosa pensi della caccia? Sai chi è un animalista? Hai mai sentito parlare della LAV? Alcune persone non mangiano carne, per scelta. Sono detti “vegetariani”. Che cosa pensi in proposito?

E i bambini naturalmente non si sono fatti pregare… ci siamo intrattenuti con loro, abbiamo dato vita a dibattiti, annotando le loro risposte e consegnando infine tutti gli elaborati all’ex maestro più famoso di Italia.

Con il materiale a disposizione, Marcello D’Orta ha agito “di colla e di forbici”, come solo lui sapeva fare, e ne è venuto fuori un libro al tempo stesso esilarante e profondo: delle vere "perle" che ci mostrano quanto elevata sia la sensibilità dei piccoli verso gli animali e quanto grande sia la preoccupazione per il loro futuro.

Nei loro temi, i ragazzini hanno espresso, a modo loro, tutta la condanna verso chi abbandona i cani per strada (Se si fanno una lastra, esce che non hanno il cuore) o contro chi fa combattere i cani (Il pit bull, tante che ne ha passate, che è triste pure se lo porti a Mirabilandia). Spietati contro la caccia (Se mio padre facesse la caccia, vorrei bene solo a mia madre), dimostrano il loro amore verso tutti gli esseri viventi (Io prima di scarnazzare una zanzara, gli dico un padrenostro), lasciando uscire giudizi a volte disarmanti (Se gli animali parlasseno, chi sa quanti chi t’è morto ci menassero*).

È venuto fuori un libro spassoso, in cui i temi sono riprodotti come da stesura originale, quindi pieni di errori e approssimazioni, proprio per rendere l’animo popolare di Napoli.

Al di là quindi delle regole grammaticali, i bambini hanno detto la loro su vari temi, esprimendo spesso pregiudizi radicati (se i nostri antenati mangiavano il capitone e l’agnello anche noi lo dobiamo fare, per portare avanti la tradizione di famiglia), o idee assurde (oggi la vita s’è fatta difficile per tutti, e gli animali devono ringraziare quelli del circo, che li danno colazione pranzo e cena per senza niente).

E accanto a pillole di grande sensibilità (vorrei essere il mio pesciolino rosso, per vedere se l’ho trattato bene), o di profonda ispirazione (la balena soffre cento anni, e la farfalla un giorno, ma hanno uguale diritto al Paradiso), non manca la consapevolezza (noi bambini, siamo proprio noi a inguaiare gli animali, perché è per noi che ci stà il circo).

“L’attenzione dei bambini verso gli animali si spiega – ha scritto nella prefazione Marcello D’Orta - come forma di solidarietà tra individui socialmente deboli (gli infanti, appunto) ed esseri viventi da sempre sfruttati dall’uomo”. Parlando degli animali, è come se i bambini parlassero di sé: tra lavoro minorile, pedofilia, violenza fisica in famiglia, separazione dai genitori, utilizzo nelle guerre, eccetera, i ragazzi si sentono sempre più minacciati e sfruttati; in qualche caso avvertono in modo drammatico la “diversità” dagli adulti, finendo con lo stringere un rapporto più stretto con gli animali. Se consideriamo poi che, sulla base di alcuni studi recenti, l’empatia verso gli animali risulta essere associata all’empatia nei confronti delle persone, comprendiamo come l’aiutare un bambino a stabilire un profondo legame con l’animale che vive con lui, e con gli animali in genere, può avere effetti positivi anche sullo sviluppo delle sue capacità di relazionarsi positivamente e costruttivamente con gli esseri umani."

Vogliamo ricordare Marcello D'Orta con queste parole, perché siamo certi che le sue pagine potranno ancora fare molto riflettere noi adulti. E ogni volta che ci sentiremo "disillusi", basterà leggere qualche pillola per ritrovare nuovi entusiasmi!

Marcello D’Orta (Napoli, 1953-2013) è stato maestro di scuola elementare e scrittore. Ha pubblicato Io speriamo che me la cavo, Dio ci ha creato gratis, Romeo e Giulietta si fidanzarono dal basso, Il maestro sgarrupato, Nero napoletano e Maradona è meglio ’e Pelé.

* Se gli animali parlassero, chi sa quante maledizioni ci manderebbero.