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Indovina chi viene a cena porta in prima serata la ricerca senza animali

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Ultimo aggiornamento

domenica 28 ottobre 2018

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Anche questa settimana i diritti degli animali sono tornati in prima serata su Rai Tre con una nuova puntata di Indovina Chi Viene a Cena, interamente dedicata al tema della sperimentazione.

Grazie ad un attento lavoro di approfondimento e documentazione, Sabrina Giannini e la sua redazione ci mostrano come sia doveroso e possibile fare ricerca alternativa, utile sia per gli animali che per l’uomo.

Siamo lieti che finalmente venga dato spazio alla ricerca alternativa e sottolineata la fallacia della sperimentazione animale che mostra oltre il 95% di errore una volta applicata all’uomo – commenta la nostra responsabile dell’Area Ricerca Senza Animali, la biologa Michela Kuan, che aggiunge – si tratta di argomentazioni che portiamo avanti da oltre 40 anni e che quasi mai trovano spazio sui media, lasciando i cittadini nell’illusione che la sperimentazione animale sia un male necessario”.

Ma oltre alla scarsa efficacia di un metodo di ricerca ormai obsoleto, c’è di più: “la vivisezione è un business legato alle industrie e al facile guadagno, e Indovina chi viene a Cena lo mostra chiaramente nel servizio sullo scandalo delle scimmie usate dalla VolksWagen, la commercializzazione di sostanze tossiche tra cui il tabacco e i quintali di inquinanti immessi nell’ambiente ogni anno – prosegue Michela Kuan - L’unica ricerca possibile per il futuro è quella alternativa, dalle staminali, ai microchip, alle nuove tecnologie in vitro, fatta dall’uomo per l’uomo”.

Illuminanti, a questo proposito, le parole del Prof. Thomas Hartung, tossicologo e autorevole ricercatore di fama mondiale: “la ricerca segue i soldi!”.

E se dove vanno i soldi va la ricerca, sarà necessario prevedere finanziamenti alle alternative: scandaloso che al momento la legge italiana non preveda nessun fondo dedicato!

Nel denso reportage che si snoda tra industria e accademia, clinica e legislazione, anche la liberazione, negli Stati Uniti, di scimpanzé provenienti da laboratori, immagini commoventi che noi ben conosciamo: LAV, infatti, ha salvato due colonie di macachi, provenienti da Padova e da Modena, a cui ha restituito libertà di movimento, speranza e una vita dignitosa.

Negli USA, grazie a considerazioni scientifiche ed etiche, è vietato usare scimpanzé, ma è importante ricordare che anche in Italia non si possono utilizzare ominidi (che comprendono scimpanzé, gorilla, bonobo e oranghi). Una vittoria resa possibile sin dal 2014 grazie ai nostri sforzi e che ora viene contestata dalla Commissione Europea.

Per questo chiediamo al Ministro della salute Giulia Grillo di difendere la legge in vigore, che fa dell’Italia uno dei Paesi più civili e all’avanguardia in Europa e nel mondo, per il superamento della sperimentazione animale.