Ricerca: sbloccare fondi per metodi alternativi. Presentate 6 interrogazioni

Il 24 aprile è la Giornata internazionale degli animali nei laboratori. Solo in Italia ogni anno sono 600 mila gli animali usati nei laboratori, in un sistema basato su procedure non sempre trasparenti in fase di autorizzazione e finanziamento dei progetti, su controlli non efficaci negli stabulari, sull'assenza di fondi per sviluppare metodi alternativi all'uso di animali. 

Chi usa e difende il ricorso agli animali a scopo sperimentale giustifica il loro “sacrificio” descrivendo l’attendibilità del modello e le perfette condizioni di detenzione degli animali nei laboratori. Le Istituzioni, addirittura, annunciano impegni e investimenti sui metodi alternativi, ma la realtà ci mostra una ricerca malata, che si nasconde dietro alle porte laboratori. 

Sono passati 7 anni dall’entrata in vigore della legge che regolamenta il benessere degli animali nella sperimentazione, se di benessere si può parlare, ma di fatto non sono state effettuate azioni concrete che ne abbiano migliorato sensibilmente le condizioni.

La ricerca malata

È un diritto dei cittadini sapere quello che succede nei laboratori, il cui lavoro è finanziato dalle tasse di tutti.  Secondo quanto prevedono le norme, il ricorso all’animale dovrebbe essere l’ultima possibilità da prendere in considerazione, nell’applicazione di una procedura, ma chi concepisce l’esperimento e lo esegue troppo spesso non ha radicate e comprovate competenze nei metodi alternativi. 

In questa situazione di piena emergenza sanitaria, poi, l'Italia si permette di buttare via 2 milioni di euro destinati alla ricerca! Si tratta dei fondi del 2020 previsti nello stanziamento di 6 milioni di euro per la ricerca alternativa, per il triennio 2020-22; fondi essenziali per lo sviluppo di sistemi innovativi NAT – non animal technologies – la perdita dei quali rischia di tagliare le gambe al futuro dei Paese e alla salute dei cittadini italiani.

Ci sono ancora nel cassetto 4 milioni di euro, previsti per il 2021/2022: spiccioli rispetto ai finanziamenti per la ricerca che fa uso di animali, che superano il miliardo e 300 milioni, che chiediamo vengano resi subito spendibili. Le nostre istanze si sono tradotte in sei interrogazioni rivolte al Ministro Speranza, a prime firme dei parlamentari Perilli (M5S), Brambilla (Fi), Sarli (Misto), De Petris (LeU), Rizzetto (FdI), Prestipino (Pd)