Puo' la responsabilita' d'impresa ignorare l'impatto delle produzioni sugli animali? Intervista a Elisabetta Franchi

Può esistere una responsabilità sociale d’impresa senza considerare l’impatto delle produzioni, come le pellicce, sull’ambiente e sugli animali?
Lo abbiamo chiesto a  Elisabetta Franchi, stilista apprezzata in tutto il mondo e da anni al fianco di LAV nel progetto per una moda Animal Free.

Oggi siamo più consapevoli che il mondo è cambiato e la pandemia, una vera tragedia, qualcosa deve averci insegnato: prima di tutto che il mondo è sì popolato di persone ma anche di animali e meritano di avere lo stesso spazio e rispetto degli umani.

In che modo negli anni si è impegnata nel suo lavoro, per tutelare gli animali?

In prima persona e facendo scelte controcorrente: negli anni ’80 la pelliccia era cool e c’era poca consapevolezza delle sofferenze patite da questi animali. Io stessa mi fidavo di chi certificava che l’angora o le piume d’oca erano ottenute nel pieno rispetto degli animali. Poi ho scoperto che non è così. E oggi sono davvero orgogliosa di aver contribuito a sensibilizzare tante persone sostenendo una moda rispettosa degli animali. Non è semplice perché ci sono mercati esteri come la Russia, dove la pelliccia è ancora un “must have” ed essere una stilista che non offre creazioni in pellicce animali, significa di fatto non esistere. Poi nel 2012 ho conosciuto la LAV, ho scelto di essere una stilista animal free e ho iniziato a togliere dalle mie collezioni ciò che non era etico: nel mio piccolo, ho contribuito a un cambiamento epocale nel fashion. E le donne che acquistano capi di Elisabetta Franchi sanno che le mie creazioni hanno come valore aggiunto la difesa di questa filosofia di vita.

Può esistere una responsabilità sociale d’impresa senza considerare l’impatto delle produzioni sull’ambiente e sugli animali?

Abbiamo tutti una responsabilità sociale: gli imprenditori ma anche le singole persone. Io, ad esempio, da 2 anni in azienda e da 3 anni a casa ho scelto di utilizzare l’acqua in vetro e non in plastica.
Tutti possiamo dare il nostro contributo per fare del bene al Pianeta e contribuire a migliorare la nostra esistenza.

Quale messaggio vorrebbe far arrivare alle istituzioni, in questo anno così difficile?

Io sono mamma di otto piccoli pelosi, tutti randagi, e come me tante persone vivono con animali. Lo Stato dovrebbe fare scelte fondamentali: andare dal veterinario costa mentre le detrazioni fiscali, anche se lievemente aumentate, sono una minima parte; pagare il cibo per animali con IVA da beni di lusso è un aggravio di spesa per milioni di persone: intervenire su questi aspetti significa favorire una società più giusta.
Bilancio sociale LAV