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Scelte consapevoli: a tu per tu con Daymonilia

Intervista a Stefania Squeglia.

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Ultimo aggiornamento

martedì 20 ottobre 2026

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Attraverso le creazioni Daymonilia desidero sensibilizzare alla convivenza, al rispetto, al rifiuto garbato della “pet economy” trend

Abbiamo incontrato Stefania Squeglia dell’azienda Daymonilia per un’intervista per il numero di ottobre della rivista Impronte.

Quando è nato il tuo interesse per la tutela degli animali e che cosa rappresenta per te la lotta contro la caccia?

Più che una nascita, una riscoperta: ho ritrovato una parte di me che per condizionamento, educazione e scarsa consapevolezza non sentivo più, non vedevo; poi aiutata da una diversa alimentazione che esclude ogni altra forma di vita e dalla convivenza con una creatura non umana, ho ritrovato la connessione con tutti gli animali. Sono certa che sia così per tutti noi umani, ma che la storia, il condizionamento, le abitudini, l’alimentazione ci hanno portato così lontano da loro. Così lontano da non capire nemmeno che ogni volta che facciamo del male a loro lo stiamo facendo anche a noi. Questo comportamento inconsapevole o consapevole che sia è una delle più grandi distorsioni, le nostre menti sono plasmate dalla cultura in cui viviamo, dalle strutture politiche e religiose, da quello che mangiamo. E si sono assestate in questa dispersione come in forma definita e definitiva. Ma non è così. Preferirei non chiamarla lotta, lotta mi fa sentire vicina alla violenza dei cacciatori. Possiamo chiamarlo impegno a fermare la caccia, a risvegliare le coscienze, a non accettare supinamente una tradizione frutto della distorsione mentale?

Come hai conosciuto LAV? Cosa ti ha colpito della sua missione e del suo modo di agire per la difesa degli animali?

Ricordo LAV da sempre, da quando sentivo e vedevo le campagne per sensibilizzare a non indossare e comprare pellicce, il nome stesso Lega Anti Vivisezione – ricordo - mi colpì. Mi chiesi come fosse, infatti, possibile che ci fosse la vivisezione… E poi negli anni, ho notato, la coerenza, l’impegno costante, e quando ho avuto l’opportunità ho iniziato a lavorare al fianco di LAV e a offrire un sostegno.

Nei tuoi gioielli ci sono artigianalità, eleganza e un forte legame con il mondo animale. Daymonilia nasce da un’idea particolare: trasformare l’essenza del passo di un gatto in un gioiello. Cosa desideri raccontare attraverso le tue creazioni?

Il progetto nasce dalla convivenza con più gatti. E dallo sviluppo di una nuova consapevolezza: purtroppo, non tutti gli animali che vivono nelle nostre case sono salvi e rispettati, anzi tra le mura domestiche possono annidarsi tante mancanze nei loro confronti, se non vere e proprie crudeltà. Attraverso le creazioni Daymonilia desidero sensibilizzare alla convivenza, al rispetto, al rifiuto garbato della “pet economy” trend, e oggettificazione, desidero far riflettere su come stiamo usando i compagni animali sui social, nelle scuole, negli ospedali, di come non li lasciamo in pace, anche quando siamo convinti di amarli. Mai. Non sappiamo limitarci a osservarli, rispettarli e vivere con loro.

Quando hai iniziato a pensare che Daymonilia potesse tradurre i propri valori in un sostegno concreto a LAV?

Sin da subito, ancora prima di aver creato il primo monile, già avevo contattato LAV per chiedere un patrocinio del progetto.

Quale responsabilità hanno i brand nel promuovere una cultura più rispettosa degli animali?

La stessa che hanno gli essere umani, I brand sono fatti da e di esseri umani, non sono entità astratte.

Se potessi immaginare un futuro ideale, che mondo vorresti lasciare agli animali e alle nuove generazioni?

Un mondo senza macelli, allevamenti intensivi o no. Senza caccia. Senza negozi che vendono animali sotto vetro e plexiglas, senza abbandoni, sevizie e torture. Senza sperimentazione animale. E un mondo senza “proprietari” di animali ma compagni di vita e di percorso. Perché se non iniziamo da loro non ricuciremo mai nemmeno a farlo tra noi. Un mondo dove si riconosca finalmente e globalmente la loro presenza e si sia grati di tutto quello che hanno fatto per noi, e ci si possa liberare dal peso di tutti massacri cui li abbiamo sottoposti.