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Nuova video investigazione: fagiani fatti nascere per diventare bersaglio dei cacciatori. STOP ripopolamenti venatori

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Ultimo aggiornamento

mercoledì 16 febbraio 2022 23:00

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Nel corso degli anni, gli animali più ambiti dai cacciatori, soprattutto lepri e fagiani, sono stati uccisi in modo così massiccio, da farli praticamente scomparire dal territorio. Per questo motivo ogni anno, dopo la chiusura della stagione di caccia, si avviano le operazioni di immissione e ripopolamento. Milioni di animali, fatti nascere con il solo scopo di essere uccisi dai cacciatori, escono dagli allevamenti per essere rilasciati sul territorio.

Nella nostra video investigazione vi mostriamo la fase di preambientamento a cui sono costretti i fagiani.

Centinaia di animali spaesati, stressati, impauriti, che vengono maneggiati dai cacciatori come fossero oggetti da trasferire da una gabbia all’altra, senza la minima cura per la loro condizione. La stragrande maggioranza di loro, con punte che arrivano fino al 70%, morirà nel giro di poche settimane a causa di stenti o per incapacità nell’adattarsi alla vita selvatica, i sopravvissuti saranno destinati ad essere uccisi dal piombo dei cacciatori a partire dalla terza domenica di settembre.

L’IMPATTO AMBIENTALE
 

Il fenomeno delle immissioni e dei ripopolamenti a fini venatori, oltre a rappresentare un ulteriore elemento di crudeltà della caccia, è anche una pratica gravemente impattante dal punto di vista ambientale, infatti, l’immissione massiccia di animali–preda sul territorio, comporta pesanti squilibri tra le specie faunistiche, in particolare rispetto ai predatori, come dimostra il caso delle volpi che vengono uccise dai cacciatori proprio perché possono predare i fagiani.

I RISCHI SANITARI
 

Inoltre, gli animali come i fagiani, nati e cresciuti in allevamento, possono rappresentare un veicolo di introduzione e diffusione di gravi patologie sul territorio, quali per esempio l’influenza aviaria, un virus che può compiere il salto di specie infettando l’essere umano.

L’APPELLO AI MINISTRI
 

Per tutti questi motivi abbiamo inviato una lettera ai Ministri Speranza e Cingolani chiedendo di sospendere ogni attività di ripopolamento, a tutela della vita degli animali, degli equilibri ambientali e per prevenire ogni rischio di diffusione di patologie che potrebbero colpire anche l’essere umano.

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