Killer dei gatti di Perugia: Cassazione conferma condanna a 4 mesi

La Corte di Cassazione conferma la condanna della Corte di Appello di Perugia a quattro mesi di reclusione e al risarcimento del danno a LAV, parte civile nel processo a carico dell’uomo che a fine settembre 2014 uccise e appese un gatto, dopo averlo scuoiato, nei pressi di una scuola a San Sisto.

Giustizia è stata fatta, adesso però considerati la crudeltà, il totale spregio per la vita dell’animale e per la sensibilità dei bambini che hanno dovuto assistere alla violenza di uno scenario terribile, chiediamo al Sindaco di Perugia di emettere da subito un’Ordinanza di divieto di detenzione di animali a carico del condannato.
 
LAV Perugia, appena appresa la notizia del macabro ritrovamento del gatto scuoiato, ha seguito da vicino ogni fase di questa delicata vicenda processuale che aveva visto l’uomo assolto in primo grado, sentenza poi ribaltata dalla Corte di Appello di Perugia anche grazie all’istanza che LAV aveva presentato alla Procura per chiedere di appellare la sentenza di primo grado. “Adesso ci auguriamo che anche il secondo procedimento penale che vede l’uomo imputato dell’uccisione di più gatti e di detenzione abusiva di armi si concluda con una condanna”, dichiara Graziella Gori, responsabile sede LAV Perugia.

Confidiamo che questo caso di inaudita crudeltà e efferatezza sia di stimolo al Governo e al Parlamento per approvare al più presto l’inasprimento delle pene previste dalle leggi attuali riguardanti i reati nei confronti degli animali, come abbiamo richiesto con la nostra campagna #CHIMALTRATTAPAGA!

Ringraziamo l’avvocato Gemma Paola Bracco del Foro di Perugia per l’assistenza legale e per l’impegno con il quale, assieme all’Ufficio legale LAV e alla Sede di Perugia, ha seguito il caso.

 

Photo credits: www.perugiatoday.it