In Kosovo per i randagi: segui il diario di bordo della nostra missione

Il nostro lavoro non si ferma mai e va anche oltre i confini nazionali. In questi giorni, infatti, siamo impegnati in Kosovo per distribuire cibo alle strutture che si occupano di cani randagi, incontrare i volontari e fornire consulenza alle Istituzioni.

Ieri siamo stati ricevuti dall'Ambasciatore italiano in Kosovo, poi abbiamo distribuito 100 kg di cibo nei 3 canili che abbiamo visitato a Pristina e Gracanica, mentre oggi ci incontreremo con gli amministratori locali a Peja per aiutare i volontari del posto e condividere con loro la nostra esperienza e buone pratiche. 

Da oggi e per i prossimi giorni pubblicheremo tutti gli aggiornamenti, raccontati dalla voce di Ilaria Innocenti, responsabile LAV area Animali Familiari e degli altri professionisti e volontari LAV impegnati sul campo.

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Giorno 1 - domenica 25 giugno
 

Partenza ore 11.30 da Trento, molti acquazzoni e temporali lungo il viaggio, ma le condizioni di guida, a volte proibitive, non ci hanno impedito di attraversare Italia, Slovenia, Croazia e Serbia e tratti di strada malmessa in Kosovo, raggiungendo quindi Pristina alle ore 3.30 del mattino di lunedì. Insieme a noi partecipano alla missione Maurizio Camin e Serena Vecchietti di Associazione Trentino con i Balcani e Maria Luisa Bortoli. Sul furgone, stipati nel bagagliaio, e non solo, 370 chili di cibo per cani.

Giorno 2 - lunedì 26 giugno
 

Incontriamo Elza Ramadani, una giovane kosovara laureata in giurisprudenza, divenuta vegana, che desidera fondare un’associazione per la tutela degli animali in Kosovo.

Elza ci spiega la complessità della situazione: c’è scarsa sensibilità della popolazione nei confronti degli animali, il numero dei cani randagi è molto alto, e non esiste una anagrafe degli animali d’affezione. Elza manifesta anche l’urgenza di presentare proposte legislative a tutela di cani e gatti e per la prevenzione del randagismo, e quella di intraprendere politiche e strategie efficaci, primo strumento la sterilizzazione. Occorre, inoltre, sottolinea Elza, sensibilizzare i bambini e i loro genitori nei confronti degli animali e spiegare loro che i cani sono amici. Altro aspetto fondamentale è promuovere il volontariato, supportare e formare le persone che lavorano in questo ambito, che sono poche e con scarsi strumenti a disposizione. Le assicuriamo il nostro sostegno.

Elza ci accompagna quindi a visitare 3 canili.

  • Ore 11 canile Foster di Pristina.

E una struttura che ospita circa 50 cani, tra cuccioli e adulti, che non riceve fondi pubblici. Ci accoglie il padre della signora che gestisce il canile. Considerando i pochi mezzi a disposizione è evidente che fanno il possibile, il rifugio è piccolo, ma pulito, i cani sono sereni e socializzati. Diamo qualche consiglio su come migliorare la struttura e consegniamo 50 kg di crocchette per cane e 6 kg- di crocchette per gatto.

  • Ore 13 canile Dog Shelter di Gracanica.

Il canile sorge su un terreno dove era presente un distributore di benzina. I cani, circa 60, sono quasi esclusivamente cuccioli. C’è anche una mamma abbandonata nei pressi della struttura che ha partorito da poco quattro cuccioli, uno dei quali è morto dopo la nascita. Anche questa struttura è molto pulita, ma le cucce sono poche e le zone d’ombra non sono sufficienti. Il gestore ci spiega che se non trovano adozione una volta cresciuti sufficientemente saranno sterilizzati e lasciati sul territorio. Secondo lui non ci sono alternative, altrimenti non riuscirebbe ad aiutare altri cani. Il canile si saturerebbe nel giro pochi mesi. Anche questo canile non riceve fondi pubblici. Anche in questo caso consegniamo del cibo: 50 kg di crocchette, e diamo numerosi consigli su come migliorare la situazione.

  • Ore 14.30 Canile municipale di Gracanica.

Oltrepassata di pochi metri una discarica in cui numerosi cani stanno frugando tra i rifiuti, compare di fronte ai nostri occhi uno scenario inammissibile. In un recinto completamente assolato dove sono presenti dei container fatiscenti sono reclusi dei cani completamente abbandonati a loro stessi, i bidoni dell’acqua sono rovesciati o vuoti, non si vedono ciotole per il cibo. L’odore è insopportabile. Mentre alcuni cani si dirigono verso il cancello in cerca di una carezza dalla discarica vediamo dirigersi verso di noi un gruppo di cani incuriositi dalla nostra presenza, ma molto docili. Sgomenti siamo rientrati a Pristina.

  • Ore 16.00 Ambasciata italiana in Kosovo.

Siamo stati ricevuti dall’Ambasciatore, Piero Cristoforo Sardi, cui abbiamo illustrato le tante problematiche legate al randagismo e abbiamo dato la nostra disponibilità a dare supporto allo sviluppo di politiche di prevenzione e a interventi normativi a tutela degli animali, nonché alla nascita e formazione di Associazioni locali. Dal punto di vista normativo abbiamo proposto il recepimento della Convenzione Europea per gli animali da compagnia e l’istituzione dell’anagrafe canina. L’Ambasciatore si è dimostrato molto disponibile a collaborare con noi su questi temi.

  • Ore 22.00 abbiamo raggiunto la città di Peja
(continua…)