Latte nelle scuole: educazione alimentare o marketing anti-crisi?

Anche per quest’anno, sono aperte le adesioni degli istituti scolastici al programma “Latte nelle scuole, campagna di educazione alimentare, finanziata dall'Unione Europea e realizzata dal Ministero delle Politiche Agricole, che mira a promuovere il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari, rivolgendosi ai bambini tra i 6 e gli 11 anni che frequentano le scuole primarie.

Una strategia che evidenzia il grido d’allarme per il calo di consumi di prodotti di origine animale, anche nel settore lattiero – caseario, e che cerca di instillarne l’abitudine al consumo fin dall’infanzia.

Uno scopo di cui gli ideatori dell’iniziativa non fanno mistero, spiegando che essa intende accompagnare, attraverso degustazioni, i piccoli allievi in un “percorso di educazione alimentare, per insegnar loro ad inserire questi prodotti nell’alimentazione quotidiana, conservandone poi l’abitudine per tutta la vita”.

Se la campagna è molto chiara nel suo messaggio rivolto ai piccoli consumatori, essa trascura informazioni essenziali - sulle modalità di allevamento, i rischi per la salute e la sofferenza degli animali ad esse associata - che tutti i genitori dovrebbero conoscere, per orientare consapevolmente le scelte alimentari dei propri figli. E invece, non se ne fa menzione nelle FAQ di “Latte nelle scuole” che, anzi, suonano quasi minacciose e certamente discriminanti nei confronti dei genitori che scelgono di non fare alimentare i propri figli con prodotti di origine animale, leggere per credere!

Ribadendo la gravità di un’iniziativa di questo tipo, fortemente condizionante e con potenziali effetti distorsivi sulle scelte alimentari dei più piccoli, chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio, di garantire almeno la non discriminazione degli alunni che non consumano alimenti di origine animale, disponendo che possano ricevere uno snack tutto vegetale.