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Pre-Vertice su sistemi alimentari sostenibili: il vero menu per il cambiamento

"Invertire la rotta e favorire sistemi alimentari davvero sostenibili". Come? Lo spiega LAV in occasione del Pre-Vertice delle Nazioni Unite alla FAO

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Ultimo aggiornamento

martedì 25 luglio 2023

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Giorno 2 dell'UN Summit: le opportunità da cogliere per una vera trasformazione dei sistemi alimentari

Oggi al Summit, nella seduta plenaria della mattina, si è discusso di trasformazione dei sistemi agroalimentari, al fine di identificare le migliori pratiche e mostrare i successi che possono essere replicati in tutti i Paesi e le regioni.

Il panel si è soffermato principalmente su food security, cambiamento climatico e salute, eppure gli interventi non hanno dato adeguato riconoscimento alla transizione a un sistema alimentare basato su alimenti vegetali come una delle soluzioni ormai evidente e imprescindibile.

I sistemi alimentari odierni sono infatti responsabili di 1/3 delle emissioni globali di gas serra di origine antropica (UN Summit), per questo e per il fatto che gli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) non possono essere raggiunti senza che l’adattamento dei sistemi alimentari verta verso una riduzione della zootecnia, è essenziale che gli impegni siano rivolti all’attuazione della transizione da un paradigma basato sullo sfruttamento animale a uno basato sui cibi vegetali.

L'adozione di un approccio olistico ai sistemi alimentari è necessaria per affrontare più sfide contemporaneamente e accelerare la trasformazione perché i sistemi agroalimentari siano effettivamente equi e sostenibili. 

A questo proposito, scienza, tecnologia e innovazione possono essere potenti acceleratori della trasformazione dei sistemi alimentari, nel panel “Science, Technology and Innovation”, nel pomeriggio della seconda giornata di Summit, i relatori si sono infatti confrontati sui modi in cui è necessario supportare lo sviluppo sostenibile di tutti i Paesi e quali sono le opzioni da proporre per migliorare l’equità e la giustizia dei sistemi alimentari, riportando l’esperienza ognuno del proprio paese.

IL GRANDE ASSENTE

Il grande assente nella discussione, ma per ora anche dell’intero Summit, è il giusto riconoscimento della transizione alimentare  verso cibi vegetali e proteine alternative, quale strumento fondamentale per combattere la povertà alimentare, il cambiamento climatico e promuovere invece equità, sviluppo e inclusione.

La tecnologia e l’innovazione sono indispensabili, ma non si risolverà nulla se verranno utilizzate per rendere ancor più intensivo ed industrializzato il settore della zootecnia. Settore che non produce altro che sofferenze, per gli animali in primis, ma anche per tutti noi in termini di peggioramento del cambiamento climatico e degrado ambientale, e quindi di disparità sociali, e in termini sanitari, data la correlazione tra consumo di cibi animali e rischio di contrarre determinate patologie croniche, cardiache o tumorali (ricerca Carissima Carne), e in virtù della diffusione di zoonosi e della gravissima minaccia dell’antimicrobico resistenza.

La trasformazione dell’agroalimentare non riguarda solo il cibo, noi alla FAO abbiamo infatti il mandato di lavorare anche sulle foreste e sulla biodiversità non alimentare. Per favore, comprendete bene il vostro Paese, mi aspetto da voi conversazioni olistiche, innovatevi!Dr. Qu Dongyu – Direttore Generale FAO  (in apertura del Talk)

Parole forti e che rendono quelle del Ministro dell’Agricoltura italiano Lollobrigida, pronunciate in sessione plenaria poco prima, stridenti: “l’innovazione ha un ruolo determinante e deve essere rafforzata per rafforzare la competitività del Paese”.

Non solo sono parole  pregne di individualismo, ma anche paradossali all’alba dell’approvazione da parte del Senato del Ddl che blocca completamente ogni possibile sviluppo di una filiera basata sull’agricoltura cellulare. La dichiarazione del Ministro si fa ancora più grottesca quando si pensa che nel Ddl è stato approvato anche un emendamento ad hoc che vieta l’utilizzo di termini “meatsounding” per ogni forma di produzione completamente vegetale.

La produzione di cibo cell-based, su cui anche FAO e OMS si sono espresse nel marzo del 2023, potrebbe essere un’importante risorsa per la transizione alimentare, supportando il progressivo abbandono di  sistema alimentare basato sulla sofferenza animale, che inquina e distrugge gli ecosistemi, ed implementando un Food System etico ed ecologico, in cui alimenti vegetali e nuove tecnologie possano permettere di liberare miliardi di animali dagli allevamenti, cooperando allo stesso tempo al raggiungimento dei goal climatici e sociali oggetto del Summit UN di questi giorni.

Tuttavia, benché anche l’ultimo report dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) abbia indicato l’alimentazione plant-based come quella con il potenziale di mitigazione della crisi climatica più forte, il Governo italiano sta mettendo in campo tutte le misure possibili per ostacolare la transizione alimentare, già in atto, verso le alternative vegetali.

Nel contesto globale, queste misure appaiono dannose ed inutili, poiché il cambiamento è già in atto e deve essere con ogni mezzo supportato e favorito, per la salvezza di tutti, umani e animali insieme.