Tre leoni sul set di Nanni Moretti a Roma. Questo non e' spettacolo!

Tre leoni rinchiusi in gabbie troppo piccole che attendono nervosamente il loro turno per un passaggio di fronte alle camere di scenaSe per un attore o un’attrice entrare nel mondo del cinema e dello spettacolo è solitamente una scelta, per gli animali è un obbligo. Obbligo dettato dalla volontà e dagli interessi dei loro proprietari.

Dopo le immagini degli elefanti che sfilano sui Fori Imperiali, i tre leoni masai sono stati immortalati dagli scatti del fotografo Matteo Nardone lo scorso 17 maggio in piazza Capizucchi, in pieno centro storico a Roma. Il set è sempre lo stesso: quello del nuovo film di Nanni Moretti.

Guardando queste immagini ci sorge spontaneo un quesito: ma davvero nel 2022 è necessario utilizzare animali sui set quando la tecnologia ha fatto passi da gigante? Come può l’Italia essere sempre il fanalino di coda nell’innovazione, lavorando come se fossimo a metà del 900?

Il film “Vita di Pi”, tanto per fare un esempio, acclamato dalla critica e dal pubblico e con un incasso di oltre 600 milioni di dollari, ha come protagonista una tigre del Bengala. Lei e tutti gli animali della pellicola sono stati ricreati fedelmente al computer con la tecnica CGI (Computer-generated imagery).

Sono anni che è noto come dietro all’uso degli animali nel cinema ci sia sofferenza: lo dobbiamo alla pellicola premio Oscar come miglior documentario nel 2010 “The Cove” che racconta, attraverso l’attore Rick O’Barry, protagonista della serie “Flipper”, della mattanza dei delfini nella baia di Taiji, luogo dove vengono selezionati gli esemplari per l’intrattenimento, mentre tutti gli altri vengono uccisi a fini commerciali. Ma non è necessario andare così indietro nel tempo per scoprire il mercato che si cela dietro agli animali esotici. Clemente Pistilli ed Emanuela Del Frate di Repubblica lo hanno raccontato bene poche settimane fa. 

Come possono registi del calibro di Nanni Moretti non chiedersi dove e come vivono il resto dell’anno, a scene chiuse, questi animali.

Sapete che questi animali vivono tutta la loro vita in cattività? Sapete che questi animali passano le loro giornate solitamente in gabbie immaginate solo per il trasporto? Per darvi un riferimento: è come se faceste vivere il vostro gatto in un trasportino un po’ più grande. 

Ve lo chiediamo perché notiamo, e queste foto ne sono la conferma, che le necessità di scena hanno sempre la priorità rispetto ai diritti degli animali e dell’ecosistema. Invece di riprodurre con la tecnologia un leone, ne vengono ingaggiati ben tre.

Il paradosso si è verificato nei giorni scorsi anche a Stromboli: sembrerebbe che, per simulare l’eruzione vulcanica, un piccolo fuocherello è sfuggito al controllo di una produzione televisiva. A darne notizia tanti giornali online. L’incendio sembrerebbe aver causato oltre 50 milioni di euro di danni all’ecosistema e ad una ventina di abitazioni. Per non parlare della distruzione ambientale, il pericolo o addirittura la morte per tantissimi animali, senza contare paura e danni per gli abitanti. E’ stato di fatto il più grande incendio avvenuto sull’isola degli ultimi anni. 

E proprio a Stromboli le responsabilità sui permessi si rimpallano: la produzione sostiene di avere tutto in regola, mentre Sindaco e Protezione Civile negano di aver dato il nullaosta (fonte Repubblica.it).

Invece a Roma chi ha dato il permesso a Nanni Moretti di portare 3 leoni liberi in mezzo alle case? Essendo animali definiti “pericolosi” e protetti dal Trattato di Washington, serve un’autorizzazione da parte dell’ASL e dei Carabinieri CITES. Inoltre, secondo il regolamento comunale “Tutela animali” di Roma, all’Articolo 8 comma 15 è chiaro che: “E’ vietato lasciare animali chiusi in qualsiasi autoveicolo e/o rimorchio o altro mezzo di contenzione al sole dal mese di aprile al mese di ottobre compreso di ogni anno (…)”. Ci aspettiamo infine che vi sia stata comunicazione all’Ufficio Tutela Animali di Roma, come definito dall’Articolo 16 comma 6, ovvero: “L’utilizzo di animali per riprese di cinema, tv, pubblicità, deve essere preventivamente comunicato, specificando modalità, condizioni di impiego e provenienza degli animali, all’Ufficio comunale competente per la tutela degli animali che potrà stabilire di volta in volta in maniera specifica le modalità di tutela dei soggetti che si intendono impiegare fra le quali la presenza sul luogo delle riprese di un proprio delegato al controllo”.

Un paio di mesi fa abbiamo pubblicato un’inchiesta sul traffico di tigri. Il materiale video, che abbiamo ricevuto in forma anonima, mostrava come fosse permesso dalla normativa vigente detenere, commerciare e noleggiare grandi felini come tigri, leoni e pantere nonché farli riprodurre senza limiti.  

Una parte ancora inedita di quel materiale video racconta come l’utilizzo degli animali nel cinema e nel mondo dello spettacolo siano un vero e proprio mercato a sé. Florido e in continua attività.  Nel video che vi mostriamo oggi vengono citati alcuni grandi nomi del cinema italiano che hanno anche loro utilizzato animali.  

Questi animali vengono tenuti in gabbia per tutta la loro vita, non conoscono il profumo dell’erba, non si sono mai rotolati in un prato, non hanno mai corso senza catene e non hanno mai agito liberi da ordini di set. Vivono stipati in gabbie sempre troppo piccole, non hanno diritti e non vivranno mai in maniera dignitosa. 

Di fatto se il cinema e lo spettacolo rinunciassero all’uso di animali veri durante le loro riprese, il commercio e la detenzione di tantissime specie esotiche non avrebbero più senso di esistere. Un vero colpo al cuore del traffico di animali.

Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e l’Assessora con Delega agli animali Sabrina Alfonsi sapranno sicuramente darci delle risposte in merito.

Invece al mondo dello spettacolo, del cinema e della pubblicità poniamo una semplice domanda: perché volete essere complici di tutto questo?

Chiediamo a gran voce che l’utilizzo degli animali nel cinema e nella pubblicità venga vietato e che il mondo dello spettacolo inizi ad innovare il suo settore, utilizzando quanto più possibile la CGI (Computer-generated imagery). Tutti gli animali hanno diritto ad una vita libera e dignitosa.


Foto credit: Matteo Nardone