Rimane fondamentale mostrare a sempre più persone la realtà dell’allevamento.
In occasione dell’udienza sul
ricorso contro la Commissione europea per la mancata proposta legislativa per
vietare l’uso delle gabbie, lo spazio adiacente alla Corte di Giustizia
dell’UE è diventato il punto di ritrovo di attivisti per la tutela dei diritti
animali da tutta Europa.
Fuori dalla Corte, con le altre associazioni* della coalizione ETCA, abbiamo lanciato
un messaggio forte e chiaro: è ora che l’esecutivo europeo mantenga la promessa – finora colpevolmente disattesa – di presentare una proposta di legge per
vietare l’uso di gabbie negli allevamenti.
1,4 MILIONI DI CITTADINI EU PER LA FINE DELLE GABBIE Lo
storico ricorso ha origine dall’Iniziativa dei cittadini europei End the Cage
Age.Sottoscritta da oltre 1,4 milioni di cittadine e cittadini e sostenuta da
una coalizione di 170 associazioni coordinata da Compassion in World Farming
(CIWF),
l’Iniziativa è stata un vero successo. In risposta ad essa, nel 2021 la
Commissione europea si è impegnata a presentare entro il 2023 una proposta
legislativa per vietare l’uso delle gabbie. Ma ad oggi, nulla di fatto.
ANCHE NOI DI LAV AMMESSI COME 'INTERVENER' Nel corso dell'udienza odierna,
gli avvocati che rappresentano il Comitato dei cittadini promotori
dell’Iniziativa, sostenuto da CIWF, e le tre associazioni ammesse in qualità di
‘interveners’ – tra cui noi di LAV – hanno presentato in aula prove a sostegno
della causa degli oltre 300 milioni di animali ancora allevati in gabbia ogni
anno nell’UE. Insieme abbiamo ribadito che la Commissione è tenuta, in virtù
dell’impegno legalmente vincolante assunto nel 2021, a definire e presentare
una tempistica chiara della proposta di legge per vietare l’utilizzo delle
gabbie in tutti gli allevamenti. Gli avvocati hanno infine chiesto accesso al dossier della
Commissione sull'Iniziativa End the Cage Age.
La Camera di cinque giudici ha rivolto domande ai ricorrenti e agli interveners, toccato la questione dell’interpretazione legale dell’Iniziativa dei cittadini europei e incalzato i rappresentanti della Commissione europea, chiedendo cosa ha impedito all’esecutivo di presentare una tempistica. Le associazioni hanno difeso la causa in modo chiaro e convincente e ora attendono con fiducia la risposta dei giudici.
Oggi rappresentiamo le cittadine e i cittadini che chiedono un cambiamento urgente portando nel cuore dell’Europa la voce di tutti gli animali ancora confinati in gabbia: quaglie, scrofe, galline, conigli, vitelli e tutti gli altri. Siamo qui per loro, per ribadire che sono individui intrappolati negli ingranaggi del settore zootecnico che li sfrutta sistematicamente. All'interno della Corte abbiamo chiarito, ancora una volta, l'urgente necessità che la Commissione UE agisca e risponda al suo dovere democratico, traducendo nella realtà quello che già viene sancito nel Trattato di Lisbona: gli animali sono esseri senzienti, non mezzi di produzione, e come tali vanno tutelati.Lorenza Bianchi ,
Responsabile Area Animali negli Allevamenti di LAV.
IL PRIMO RICORSO IN CUI LA COMMISSIONE È CHIAMATA A RISPONDERE Presentato
dal Comitato dei cittadini promotore di End the Cage Age nel marzo 2024 e
guidato da CIWF, il ricorso è il primo nella storia dell’UE in cui la Commissione europea è chiamata a rispondere della propria inazione in merito a un’Iniziativa dei cittadini europei.
Auspichiamo che la Corte riconosca che la Commissione ha il dovere di pubblicare una nuova tempistica chiara e trasparente per la presentazione delle proposte. Per il bene degli animali che da troppo tempo ormai aspettano risposte, ma anche della fiducia dei cittadini nella democrazia partecipata. La nostra campagna non si fermerà fin quando ogni gabbia non sarà vuota.Coalizione italiana End the Cage Age
Il lavoro legale è stato
importantissimo per portare la Commissione in tribunale, ma tale sforzo deve
necessariamente accompagnarsi alla creazione di consapevolezza: rimane fondamentale mostrare a sempre più persone la realtà dell’allevamento.
Per
questo motivo, noi di LAV abbiamo collaborato con l’agenzia
di comunicazione Scomunica che ha realizzato lo spot che abbiamo inserito in testa alla notizia.
Mostrare la condizione degli animali rinchiusi nelle gabbie e su come anche le scelte di ciascuna e ciascuno di noi può fare la differenza per gli animali.
Ringrazio la LAV per questa collaborazione e per averci dato l’opportunità di sottolineare quanto la creatività, oggi più che mai, debba essere rivalutata come strumento etico e culturale, capace di generare consapevolezza e responsabilità collettiva. L’intelligenza artificiale, con tutte le sue contraddizioni, ci ha consentito un’immersione feroce nella vita quotidiana degli animali e nelle torture che sono costretti a subire ogni giorno, chiusi nelle loro insopportabili gabbie. Spero che questo piccolo contributo possa aiutarci a riflettere sulle ingiustizie che perpetuiamo nei confronti degli animali e del pianeta, e a scegliere alternative differenti.Valerio Cicco , Direttore creativo di
Scomunica
Insieme ad alcune fra le principali associazioni
europee ci siamo uniti oggi (27 giugno) allo storico ricorso presentato alla
Corte di Giustizia UE contro la Commissione europea per End the Cage Age
... LEGGI I DETTAGLI
Insieme ad alcune fra le principali associazioni
europee ci siamo uniti oggi (27 giugno) allo storico ricorso presentato alla
Corte di Giustizia UE contro la Commissione europea per End the Cage Age
(EtCA).
Con le altre associazioni – che includono a livello
internazionale The ECI Campaign, Eurogroup
for Animals, Foodwatch International e Animal Equality, e, in Italia, LAV e LNDC Animal Protection – abbiamo chiesto di intervenire nel ricorso,
sostenendo di essere direttamente danneggiate dal mancato mantenimento da parte
della Commissione Europea della promessa di proporre una legislazione per
vietare l'allevamento in gabbia.
Se la Corte accetterà la richiesta
di intervento, ciascuna associazione fornirà le proprie argomentazionisu come
l'inadempienza della Commissione nel presentare la proposta legislativa per il
divieto dell'allevamento in gabbia entro la fine del 2023 abbia un impatto
diretto sugli interessi che rappresenta.
Nel 2021, la Commissione UE aveva assunto
l'impegno giuridicamente vincolante a presentare, entro la fine del 2023, una
proposta legislativa per vietare l'uso delle gabbie negli allevamenti europei.
Una decisione in risposta al successo dell'ICE End the Cage Age che – con il
sostegno di una coalizione di 170 associazioni coordinate da Compassion in
World Farming (CIWF), di cui 20 italiane – ha raccolto 1,4 milioni di firme
certificate.
Presentato a marzo dal Comitato dei
cittadini promotori dell'ICE omonima, il ricorso EtCA è il primo a chiamare la
Commissione a rispondere della propria inazione in merito a una ICE.
Se la
Corte di Giustizia si esprimerà in favore del ricorso, la Commissione sarà
obbligata a stabilire una tempistica chiara e ragionevole per la pubblicazione
della propria proposta legislativa per eliminare l'utilizzo delle gabbie negli
allevamenti, e a dare accesso al proprio dossier sull'ICE ETCA.
Grazie alla richiesta avanzata da Eurogroup for
Animals e LAV, insieme a diverse altre associazioni per la protezione degli
animali, il Mediatore europeo ha avviato un'indagine sulla mancata pubblic... LEGGI I DETTAGLI
Grazie alla richiesta avanzata daEurogroup for
Animalse LAV, insieme a diverse altre associazioni per la protezione degli
animali, il Mediatore europeo ha avviato un'indagine sulla mancata pubblicazione da parte della Commissione europea di una proposta legislativa
volta a eliminare gradualmente e infine vietare le gabbie per gli animali da
allevamento, in linea con la sua risposta ufficiale all'iniziativa dei
cittadini europei (ICE) End the Cage Age.
Nel giugno 2021, infatti, la Commissione europea
aveva promesso pubblicamente che entro la fine del 2023 avrebbe presentato una
proposta legislativa per eliminare gradualmente e vietare definitivamente l'uso
delle gabbie. Tale impegno, ribadito in più occasioni, era stato legittimamente
visto, da parte dei tanti cittadini europei firmatari dell’ICE, come una
promessa di adozione di una nuova legislazione che vietasse, finalmente,
l’utilizzo delle gabbie negli allevamenti di tutta Europa.
Tuttavia, la Commissione europea ha
inaspettatamente fatto marcia indietro sull'impegno di presentare una
legislazione che vieti le gabbie nel 2023 e non ha neanche fornito ulteriori
dettagli su quando tale proposta avrebbe potuto esser pubblicata in futuro.
Per questo motivo, ad ottobre 2023, insieme a
Eurogroup for Animals e a diverse altre organizzazioni per la protezione degli
animali, abbiamo scritto alla Commissione europea, senza, però mai ricevere
risposta alcuna da quest’ultima.
Questo atteggiamento della Commissione ci ha portati
a presentare una denuncia ufficiale per cattiva amministrazione al Mediatore europeo contro la Commissione europea, per non aver rispettato il suo impegno
nei confronti di una partecipatissima iniziativa dei cittadini europei e per
non averne dato motivazione alcuna.
La denuncia muove dal fatto che la Commissione
Europea mina le norme che governano le ICE e la credibilità stessa del processo
democratico partecipativo che rappresentano. Inoltre, è da considerare che, in vista delle elezioni europee del
giugno di quest'anno, questo comportamento da parte della Commissione europea
non è affatto un bel segnale da inviare ai cittadini, che vedrebbero compromesso
lo strumento democratico dell’ICE.
Il Mediatore europeo ha ora chiesto alla
Commissione europea di inviare una risposta ufficiale a tutte le associazioni
che hanno denunciato entro la fine di gennaio 2024.
Unendoci ad Eurogroup for Animals, ribadiamo che
rimaniamo in attesa confidando che la Commissione Europea mantenga il suo
impegno e renda quindi noto un calendario che indichi quando saranno pubblicate le
proposte di riforme normative promesse e tanto attese dai cittadini europei ed
italiani.
Indignati, ma non sorpresi. Le gabbie sono destinate a scomparire e noi saremo al lavoro perché avvenga il prima possibile.Associazioni Etca Italia, Animal Equality Italia, Animal Law Italia... LEGGI I DETTAGLI
Indignati, ma non sorpresi. Le gabbie sono destinate a scomparire e noi saremo al lavoro perché avvenga il prima possibile.Associazioni Etca Italia, Animal Equality Italia, Animal Law Italia, CIWF Italia, ENPA, Essere Animali, LAV, LNDC Animal Protection.
Commentiamo così con le associazioni, parte della coalizione End the Cage Age, l’inchiesta condotta da Lighthouse Reports con IrpiMedia e The
Guardian, che ha rivelato il ruolo dell’industria zootecnica nella mancata
pubblicazione da parte della Commissione europea della proposta legislativa di
divieto dell’allevamento in gabbia entro i tempi previsti.
La lobby dell’agricoltura e
dell’allevamento intensivi non è nuova a queste manovre, non solo irrispettose
degli animali, dell’ambiente e della volontà delle persone, ma anche poco
lungimiranti. L’allevamento intensivo, di cui le gabbie sono un terribile
simbolo, è insostenibile: un cambiamento sarà inevitabile, che l’industria lo
voglia o meno.
La Commissione UE ha ceduto
alle pressioni di potenti attori economici, dimenticandosi dell’impegno formale
preso e ignorando la volontà espressa dai cittadini attraverso i propri stessi
strumenti, come l’ultimo Eurobarometro e l’Iniziativa dei cittadini europei
(ICE).
È uno scandalo e uno schiaffo alla democrazia che non passerà
inosservato alle prossime elezioni europee. Se poi la grande industria conta in
una nostra resa ha fatto male i conti: noi non ci fermeremo finché le gabbie,
un sistema di allevamento crudele e obsoleto, non saranno relegate nel
passato.
Storyline
Il 30 giugno 2021, la Commissione europea si è impegnata
formalmente a proporre una normativa per eliminare gradualmente ma
definitivamente l’uso delle gabbie negli allevamenti, in risposta
all’Iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, sostenuta da
oltre 170 associazioni in Europa, che ha raccolto 1,4 milioni firme
certificate. Si è trattato di un impegno primo nel suo genere da quando
l’UE ha introdotto questo strumento di partecipazione democratica, oltre
dieci anni fa. La Commissione aveva previsto la revisione della
legislazione UE sul benessere animale (che avrebbe dovuto includere la
proposta legislativa per il divieto delle gabbie) per il terzo trimestre
del 2023, ma non ha rispettato questa scadenza.
Secondo l’Eurobarometro pubblicato alla fine della scorsa
settimana, la schiacciante maggioranza degli europei (89%) e degli
italiani (91%) è favorevole al divieto dell’allevamento di animali in
gabbie singole.
Nell’Unione europea, ogni anno circa 300 milioni di animali allevati a scopo alimentare trascorrono gran parte o tutta la loro vita in gabbie o recinti individuali, causa di estrema sofferenza.
La Coalizione italiana End the Cage Age è formata da 22
associazioni (Amici della Terra, Animal Aid, Animal Equality Italia, ALI -
Animal Law Italia, Animalisti Italiani, CIWF Italia, Confconsumatori,
ENPA, Essere Animali, HSI/Europe, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall
Institute Italia, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, LAV,
Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA, Partito
animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus)