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Belluno, lupi in Cansiglio: replica al Sindaco che parla di 'depravazione animalista'

Non c’è nulla di eccezionale nella presenza di 14 lupi, ideologico
è chi pensa di risolvere ogni problema a colpi di fucile.

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Ultimo aggiornamento

venerdì 13 marzo 2026

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Animali selvatici

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"L’unica riflessione che riescono a produrre è lo sterminio a colpi di fucile."

Dopo l’avvistamento di 14 lupi in nella foresta del Cansiglio, registrato a gennaio scorso e allineandosi a una vulgata molto in voga, il Sindaco di Chies d’Alpago, Gianluca Dal Borgo, ha affermato che i lupi sarebbero protetti per questioni ideologiche e che il loro numero sarebbe in crescita per “colpa della depravazione animalista”.

Questa affermazione è la cartina di tornasole che dimostra quanto bisogno ci sia di fare informazione corretta sul lupo, basata su solide argomentazioni scientifiche e svincolata da posizioni preconcette, che, ad ogni problema correlato alla presenza di animali selvatici, l’unica riflessione che riescono a produrre è lo sterminio a colpi di fucile. Massimo Vitturi, responsabile LAV Area Animali Selvatici

Un’informazione che, a ben 13 anni dal ritorno del lupo in Regione Veneto, non è mai stata presa in considerazione dalle istituzioni, come dimostrano le stesse affermazioni del Sindaco alpagoto.

La tutela assicurata al lupo fin dagli anni ’70 del secolo scorso, è infatti il prodotto di norme rigorose che hanno impedito l’estinzione della specie, perseguitata per decenni con trappole, veleni e fucili.  

Norme anche di carattere sovranazionale, quali la convenzione di Berna e la Direttiva Habitat. Ora, affermare che la convenzione di Berna e la Commissione UE sarebbero un covo di “depravazione animalista”, come afferma il Sindaco Dal Borgo, è quanto di più lontano dalla realtà si possa immaginare, ma figlio di evidente mancanza di conoscenza di quelle che sono le norme decise nei consessi democratici e scientifici con l’obiettivo di garantire a tutti noi, Sindaco Dal Borgo compreso, un ambiente migliore nel quale vivere.

Quanto visto in Cansiglio non rappresenta nulla di eccezionale.  

Quel territorio offre un numero elevato di potenziali prede, in particolare cervi, che quindi garantiscono il sostentamento di un numero conseguente di lupi, in quanto è risaputo che sono le prede ad influenzare la presenza dei predatori. Gli eventuali problemi correlati a possibili predazioni, possono essere efficacemente prevenuti utilizzando i sistemi di prevenzione universalmente riconosciuti efficaci, a differenza delle uccisioni che, non solo non diminuiscono le predazioni ma possono addirittura incentivarle.

I lupi inoltre sono una specie altamente elusiva che preferisce di gran lunga starsene alla larga da noi umani, ma è evidente che in un territorio frequentato dalla specie, siamo noi che dobbiamo imparare a comportarci adeguatamente allo scopo di prevenire possibili incontri.

Confidiamo quindi che il Sindaco Dal Borgo abbandoni questa modalità di affrontare l’argomento basata più sul sensazionalismo “acchiappa like” che sulle evidenze scientifiche.

È necessario che un amministratore possa diventare un riferimento autorevole per i suoi concittadini, ma per farlo è fondamentale che si affidi a professionisti specializzati sul lupo, che lo potranno aiutare a definire un quadro solido e privo di argomenti frutto di emozioni comprensibili ma pericolosamente fuorvianti.