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Lupi: Regione Toscana affida il monitoraggio a cacciatori e allevatori

Ci chiediamo come la Regione abbia potuto avallare un progetto che si basa su un clamoroso conflitto d’interesse.

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Ultimo aggiornamento

lunedì 02 marzo 2026

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Animali selvatici

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Abbiamo chiesto tutta la documentazione per contrastare questo nuovo attacco

La Regione Toscana ha finanziato con ben 269.966,85€ di fondi pubblici, un progetto di monitoraggio del lupo in Regione, il cui capofila è Coldiretti Toscana con partner l’associazione allevatori Toscana, Federcaccia e alcune aziende allevatoriali. 

Allevatori e cacciatori delegati quindi dalla Regione a raccogliere ed elaborare dati di presenza del luposarebbe come affidare ad un ladro pluripregiudicato la scelta del miglior antifurto per una gioielleria. Massimo Vitturi, responsabile Area Animali Selvatici

È la stessa Coldiretti che titola la sua relazione <<Il Progetto "Lupus Etruriae" come fondamento per un Nuovo Piano di Gestione del Lupo in Toscana>> chiarendo così, oltre ogni possibile dubbio, che i dati raccolti da cacciatori e allevatori alimenteranno il piano regionale che avvierà una stagione di caccia al lupo.

Spiace constatare come questo insieme di odiatori seriali dei lupi sia scientificamente accreditato dalla presenza, tra i partner del progetto, del Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari, evidentemente non preoccupato dal fragoroso conflitto d’interesse di cacciatori e allevatori che saranno chiamati a raccogliere i dati sulla base dei quali la Regione elaborerà il suo piano.

I cacciatori per anni hanno sostenuto che a loro del lupo non interessava nulla, ma da quando è stato avviato il processo di declassamento del livello di tutela, hanno gettato la maschera sostenendo l’intervento armato. A differenza degli allevatori che invece non hanno mai nascosto che secondo loro i lupi dovrebbero semplicemente essere sterminati nei territori con presenza di allevamenti.

Considerando che il bando con il quale è stato finanziato il progetto risale al 2024 e i conseguenti atti autorizzatori della Direzione Agricoltura e sviluppo rurale sono datati settembre 2025, chiediamo al Presidente Giani e alle forze che costituiscono la nuova maggioranza di riconsiderare il sostegno a un progetto che mette la vita dei lupi nelle mani di chi li vuole sterminare.