Ancora lupi uccisi: massima sorveglianza e prevenzione

Ancora un lupo trovato morto, rinvenuto ieri dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato  nel comune di Scanno (L’Aquila) al limite del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Il corpo senza vita dell’animale, che presentava escoriazioni e ferite lacero-contuse, verrà sottoposto agli esami dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Abruzzo e Molise, per accertare le cause della morte. Un caso su cui le indagini autoptiche dovranno fare chiarezza, ma che richiama alla mente i tanti episodi di lupi braccati, cacciati ed uccisi, a volte persino esposti in luoghi pubblici, come macabri trofei o a scopo intimidatorio.  Come il lupo, ucciso a fucilate, rinvenuto solo pochi giorni fa nella piazza della cittadina di Sanza (Salerno), accanto ad un cartello recante minacce esplicite al Corpo Forestale dello Stato.

E se nelle favole al lupo tocca la parte del cattivo, nella realtà questa specie – preziosissima per l’equilibrio degli ecosistemi – è vittima sacrificale, avversata proprio da quelle categorie che hanno interesse nello sfruttamento degli animali, allevatori e cacciatori in primis.

In attesa di capire le cause della morte della femmina di lupo trovata ieri nei pressi de L’Aquila, resta alta la preoccupazione per l’uccisione di questi animali che, lungi dall’essere un fatto sporadico, rappresenta un fenomeno diffuso su tutto il territorio nazionale, un conflitto animato anche dagli interessi economici di chi continua a puntare il dito - e spesso anche il fucile - contro una specie selvatica protetta per legge.

Per questo chiediamo alle amministrazioni la massima sorveglianza sugli episodi di bracconaggio e di "giustizia privata" contro i lupi, oltre che di  farsi carico delle proprie responsabilità in tema di prevenzione e di controllo, depotenziando i pretesti di chi, in modo assurdo e aberrante, propone abbattimenti su larga scala.

 

Massimo Vitturi

Responsabile LAV Caccia e Fauna Selvatica