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Tutela degli equidi: cosa prevedono le tre proposte di legge e la nostra posizione

Accogliamo con attenzione questo percorso, ma riteniamo necessario valutarne con lucidità i limiti e le potenzialità.

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lunedì 23 febbraio 2026

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Equidi

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La macellazione è solo una delle molte forme di sfruttamento degli equidi in Italia

È iniziato alla Camera l'esame di tre proposte di legge dedicate alla tutela degli equidi.
Si tratta di un passaggio importante, ma non risolutivo
: il divieto di macellazione, pur rilevante, affronta solo una delle molte forme di sfruttamento che caratterizzano la vita di cavalli, asini e muli nel nostro Paese.

Noi di LAV accogliamo con attenzione questo percorso, ma riteniamo necessario valutarne con lucidità i limiti e le potenzialità.
Le tre proposte vietano la macellazione degli equidi, ma con strumenti diversi e con un sistema di controlli ancora insufficiente a impedire esportazioni occulte o passaggi di filiera non dichiarati.
Anche sul fronte della tracciabilità, i testi prevedono nuovi registri che rischiano di duplicare quelli già esistenti senza migliorare realmente il monitoraggio degli animali.
Le norme che dovrebbero limitare l'impiego degli equidi in attività sportive, ricreative o tradizionali sono formulate in modo molto generico, lasciando ampio margine a interpretazioni favorevoli agli operatori del settore.

La proposta Brambilla introduce alcuni elementi ulteriori – obblighi minimi di custodia, una “patente equina” affidata alle federazioni sportive, l'abolizione della trazione ippica – ma senza definire standard vincolanti né responsabilità economiche dei proprietari.

Zanella e CherchI prevedono la riconversione degli allevamenti destinati alla macellazione, ma tramite linee guida non vincolanti. La commissione tecnica prevista da Brambilla presenta una composizione sbilanciata verso il settore equestre, con il rischio di consolidare le pratiche esistenti più che trasformarle.

Infine, la definizione degli equidi come “animali di affezione, pur utile a escluderne la destinazione alimentare, non supera l'impostazione specista che attribuisce tutele diverse agli animali in base alla loro utilità per l'essere umano.

Ci auguriamo quindi che il Parlamento voglia effettivamente legiferare sul tema, accettando le necessarie modifiche che evitino che il tutto sia solo un fuoco di paglia e che non sia un elemento negativo la scelta del relatore delle proposte, il leghista Bruzzone (uno dei più noti alfieri dell'estensione della caccia e dell'uccisione dei lupi).

Nadia Zurlo - Responsabile LAV Area Equidi

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