Mafia dei pascoli: al via il maxiprocesso a Messina

Alla sbarra la mafia dei pascoli: 97 imputati nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Messina che ha svelato, tra l’altro, una truffa milionaria all’Ue.

Secondo l’accusa, a fiutare il business dei fondi Ue sarebbero stati i clan storici di Tortorici, paese dei Nebrodi, che, anche grazie all’aiuto di funzionari addetti all’istruttoria delle pratiche per l’accesso ai contributi europei per l’agricoltura, avrebbero incassato fiumi di denaro.

Gli imputati, a vario titolo, si sarebbero alleati, spartendosi virtualmente gli appezzamenti di terreno, in larghissime aree della Sicilia ed anche al di fuori dalla regione, necessari per le richieste di sovvenzioni. La truffa si basava sulla individuazione di terreni “liberi”, appezzamenti per i quali non erano state già presentate domande di contributi, su segnalazioni di dipendenti infedeli dell’ente che avevano accesso alle banche dati.

Secondo l’accusa, la disponibilità dei terreni da indicare era ottenuta o imponendo ai proprietari reali di stipulare falsi contratti di affitto con prestanomi dei mafiosi o attraverso atti notarili falsi. Sulla base della finta disponibilità delle particelle, veniva istruita da funzionari complici la pratica per richiedere le somme che poi venivano accreditate al richiedente prestanome dei boss spesso su conti esteri.

Come non ricordare in questo momento l’assistente capo Tiziano Granata, e l’ispettore di polizia Rino Todaro, entrambi già in forza al Commissario di Polizia di Sant’Agata di Militello, morti, a un giorno di distanza l’uno dall’altro, giusto tre anni fa. Erano colonne della squadra che per prima indagò sul malaffare delle truffe comunitarie e i reati commessi, come l’abigeato, la macellazione clandestina e la vendita di sostanze alimentari adulterate. 
Ad alcune di quelle operazioni di Polizia partecipammo anche noi come Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV.

Ciro Troiano
Criminologo, responsabile Osservatorio zoomafia LAV