Cinghiali: niente caccia "selvaggia", anche grazie alle vostre firme!

L’emendamento per la “caccia selvaggia ai cinghiali” voluto dal Senatore Vaccari (PD), per il quale era prevista la votazione al Senato ieri pomeriggio, non è stato presentato. Una vittoria che sarà accolta con soddisfazione dai quasi 1500 cittadini che ieri pomeriggio hanno aderito al nostro mail bombing, proprio per chiedere il ritiro dell’emendamento che, se approvato, avrebbe decretato la possibilità di cacciare i cinghiali per tre anni senza alcun limite.

Ringraziamo tutti i nostri sostenitori che con le loro mail hanno contribuito a bloccare la liberalizzazione della caccia ai cinghiali. Ringraziamo inoltre le Senatrici De Petris, Amati, Granaiola per il loro importante contributo in aula

Una vittoria che non rappresenta la salvezza dei cinghiali, in quanto continueranno comunque ad essere cacciati, ma evita concretamente la mattanza auspicata da agricoltori e cacciatori.

Nonostante questo risultato, però, nella seduta di ieri pomeriggio è stata persa l’opportunità di rivedere le norme a tutela degli animali selvatici per garantire loro una maggiore protezione. La maggioranza parlamentare, infatti, ha ritenuto di intervenire con numerosi emendamenti introdotti all’art.6 del testo del “Collegato ambientale alla legge di stabilità 2014”, che prevedono pessime ricadute sulla vita degli animali selvatici. Tra questi, non solo i cinghiali, ma anche le nutrie, gli storni e gli uccelli migratori ed agli ungulati oggetto di appostamenti.

“Grazie alla protesta di tante persone siamo riusciti a scongiurare l’attivazione della caccia ai cinghiali tutto l’anno – conclude Vitturi – tuttavia le modifiche introdotte dagli emendamenti voluti dal Senatore Vaccari sono chiaramente una concessione ai cacciatori. Su queste modifiche si concentrerà la nostra azione a difesa degli animali selvatici”.

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