Pesticidi, veleni silenziosi che uccidono e ammalano, i metodi alternativi possono salvarci!

Gli Organoidi cerebrali umani hanno offerto, per la prima volta, l’opportunità di sondare direttamente gli effetti molecolari del mix di sostanze chimiche sul tessuto cerebrale umano, in fasi corrispondenti a quelle osservate durante la gravidanza. Abbiamo scoperto che, anche a concentrazioni basse, il mix interferisce direttamente sia con alcuni geni coinvolti nello sviluppo del cervello che con altri legati all’autismo”. 

È quanto dichiarato in una recente intervista il direttore del Centro di Neurogenomica presso Human Technopole e group leader presso l’Istituto Europeo di Oncologia, che aggiunge: “con il lavoro del nostro laboratorio abbiamo integrato le evidenze epidemiologiche relative al mix di interferenti endocrini con la comprensione dei suoi meccanismi d’azione, facendo luce su come agisce sul cervello umano e in che modo può creare danni al suo sviluppo.”

L’Italia è al sesto posto a livello mondiale con l’impiego di 114000 tonnellate l’anno di circa 400 sostanze diverse di cui non sono certi nemmeno gli effetti, infatti un terzo dei prodotti agricoli viene prodotto con l’uso di pesticidi e fitofarmaci. Dal 2° dopoguerra ad oggi sono state immesse nell’aria, nel suolo e nell’acqua più di 85000 sostante chimiche censite, ma la cui reattività biologica risulta ancora sconosciuta anche perché il modello di riferimento per le analisi tossicologiche convenzionali continua ad essere l’inaffidabile e fuorviante sperimentazione animale.

Sono affermazioni che mettono in chiara luce l’importanza dei modelli sostitutivi, che devono rappresentare il presente e il futuro della ricerca e della medicina. Questo è ancor più importante alla luce del numero crescente di malattie e di interferenti endocrini, sostanze cioè in grado di interferire con il sistema ormonale, e di causare patologie che sono in costante incremento in tutte le fasce d’età della nostra popolazione.

Ciascuna specie ha caratteristiche genetiche, fisiologiche e comportamentali specifiche e utilizzare animali come modelli di ricerca per l’uomo non è solo contro ogni etica, ma anche scientificamente obsoleto, vista l’evidente e dimostrata scarsa predittività e trasferibilità interspecie dei risultati ottenuti.

Auspichiamo le Istituzioni investano sempre di più nei metodi sostitutivi e ci appelliamo al Ministro della Salute Speranza, affinché i fondi destinati alle alternative siano incrementati e resi costanti nel tempo. 

Per il triennio 2020-22, infatti, erano stati approvati meno di 2 milioni di euro (mentre quelli dedicati alla sperimentazione animale superano di molto il miliardo), uno stanziamento in scadenza e che per il primo anno non è nemmeno stato erogato. Chiediamo che questi finanziamenti vengano incrementati e resi almeno pari al 50% di quanto investito per la ricerca cha fa uso di animali, e che venga loro assicurata continuità nel tempo. Solo così l’Italia potrà tornare a essere leader internazionale nella ricerca scientifica e nella scoperta di nuove cure per i malati. 


Michela Kuan - Responsabile LAV Ricerca senza Animali