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Milleproroghe: Camera conferma Governo, cancellata entrata in vigore divieti test su animali per droghe e xenotrapianti

Così l'Italia sceglie di andare contro il volere dei cittadini e l'innovazione.

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Ultimo aggiornamento

martedì 17 febbraio 2026

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Ricerca senza animali

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Grave passo indietro per il nostro Paese, per gli animali e per i ricercatori stessi.

Il voto di ieri delle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, ha decretato la fine di ogni speranza per una parte della ricerca italiana e di tanti animali sottoposti a invasivi e fallimentari esperimenti. ***

Da inizio gennaio scorso il Decreto-legge “Milleproroghe”aveva cancellato l'entrata in vigore dei fondamentali divieti sulla sperimentazione animale relativi agli xenotrapianti d'organo e agli studi sulle sostanze d'abuso, tra cui fumo e alcol, introdotti nel Decreto Legislativo 26 del 2014.

Ora sono stati respinti anche gli emendamenti dell'opposizione per provare a cancellare quanto già assurdamente approvato dal Governo.

Il segnale è chiaro: il Ministro della Salute Schillaci sceglie di appoggiare le lobby vivisettorie non rispettando la volontà dei cittadini che rappresentano sempre più contrari alla sperimentazione animale e favorevoli ai modelli innovativi e sostitutivi di ricerca.

Gli emendamenti, proposti da noi di LAV e a firma Zanella (Avs), Di Lauro (M5S) ed Evi (Pd), sono stati votati e respinti, mentre Brambilla (Noi Moderati) ha purtroppo ritirato i suoi, aderendo all'invito della relatrice della maggioranza, Bordonali (Lega).

Quanto cancellato è un grave passo indietro per il nostro Paese, per gli animali e per i ricercatori stessi, in un sistema sanitario in crisi economica e con una costante perdita di “cervelli”, che vanno all'estero per imparare le tecniche più innovative senza animali, come voluto dalle norme e dalle Istituzioni e industrie europee e mondiali .

Continuare a sostenere la sperimentazione animale significa sperperare fondi, illudere i malati e ancorarsi a una scienza della fine dell'800 mentre il resto del mondo evolve e ci sorpassa.

Ci battiamo da anni contro i trapianti di organo tra specie e i test per le sostanze d'abuso, prima per la loro approvazione come criteri di recepimento della direttiva europea n.63 del 2010, e poi per il loro rispetto, con la petizione “Aiutali a uscirne”, che ha raccolto oltre 57.600 firme di cittadini contrari alla sperimentazione animale e favorevoli a una ricerca diversa.

Proprio in questo campo così fallimentare e pericoloso, come i test su animali per fumo, droghe e trapianti di organi, si sono espressi contrariamente oltre 200 ricercatori evidenziandone la fallacia e la pericolosità per l'uomo e l'ambiente.

Abbiamo, inoltre, raccolto in pochi giorni ha oltre 11.000 firme di cittadini contrari, ma nulla è servito.

Sostenere una ricerca senza animali è una priorità per la Legge, la Comunità Europea e la ricerca mondiale che investe e avanza velocemente, ma l'Italia sceglie di rimanere nel medioevo culturale e scientifico uccidendo migliaia di vite e deludendo le speranze dei malati che aspettano una cura.

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*** Clicca sul + per leggere la testimonianza anonima di un ricercatore

Condivido la mia esperienza lavorativa come medico chirurgo ai fini di sensibilizzare il lettore e cercare insieme una soluzione alternativa alla pratica della sperimentazione animale in campo scientifico. Chiedo l'anonimato e che la presente relazione non venga utilizzata per azioni contro i singoli e la struttura. La mia esperienza avvenne presso una struttura universitaria italiana in qualità di tirocinante in un contesto di sperimentazione animale. Si studiavano gli effetti delle sostanze di abuso sui neurotrasmettitori (come dopamina, serotonina, GABA etc), quindi sul cervello. I neurotrasmettitori sono messaggeri chimici che trasmettono da neurone a neurone funzioni vitali come le emozioni, l'umore, la memoria, il sonno, l'appetito. Il contesto in cui ho lavorato era umanamente impeccabile e di grande collaborazione tra colleghi, le procedure etiche erano formalmente definite ma nella quotidianità operativa purtroppo la loro applicazione dipendeva dalla sensibilità individuale dell'operatore e dal tempo a disposizione; fattori soggettivi che non dovrebbero esserci. Gli step della preparazione dell'animale pre-esperimento spesso non erano quelli stabiliti dalle norme etiche, in particolare veniva omessa la fase anestesiologica e quindi anche antidolorifica, ma l'animale veniva comunque reso incapace di muoversi e reagire durante la procedura sperimentale, cioè paralizzato, con conseguente enorme sofferenza fisica e grande stress. La mia sensazione era che col tempo si fosse sviluppata una forte desensibilizzazione da parte del personale.