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Macellazione clandestina di agnelli a Modena: l’imputato è stato condannato

Grazie a chi ha segnalato e ci ha permesso di denunciare.

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Ultimo aggiornamento

martedì 23 giugno 2026

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Animali negli allevamenti

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Ringraziamo chi non si è voltato dall’altra parte e ci ha segnalato quanto stava accadendo

Condannato l’imputato accusato di macellazione clandestina di agnelli denunciato da LAV nel 2024.

Nell’udienza era stata confermata l’illegalità della condotta e venerdì è arrivata la decisione di condanna dell’imputato al pagamento di un’ammenda di 3700 euro oltre che il risarcimento del danno.

La macellazione degli animali è sempre violenta, perché costringe alla morte un animale che vorrebbe invece vivere. Partendo da questa verità inconfutabile, i requisiti di legge sono finalizzati a ridurre la sofferenza e la paura degli animali in quei momenti, che possono anche essere molto lunghi. Il mancato rispetto di questi requisiti espone gli animali a vere e proprie condizioni di tortura. Ringraziamo chi non si è voltato dall’altra parte e ci ha segnalato quanto stava accadendo, permettendoci di intervenire anche direttamente sul posto e testimoniare quanto accaduto in tribunale. Lorenza Bianchi, Responsabile LAV Area Animali negli Allevamenti

La normativa vigente definisce i requisiti per la protezione degli animali durante l’uccisione stabilendo che “l’abbattimento e le operazioni correlate devono essere effettuati in condizioni tali da non causare agli animali dolori, ansia o sofferenze evitabili”. A questo fine è obbligatorio lo stordimento preventivo che assicuri che la perdita di coscienza e di sensibilità sia mantenuta fino alla morte dell'animale per non sottoporlo a quei dolori e sofferenze definiti come "evitabili".

Lo stesso Regolamento 1099/2009 prevede che “l'abbattimento e le operazioni correlate sono effettuati esclusivamente da persone che abbiano un adeguato livello di competenze per l'esecuzione di dette operazioni". Tali disposizioni si applicano anche alla macellazione domestica e quindi al caso di specie. 

Questa è l’occasione per ricordare che la legge stabilisce degli standard minimi di tutela degli animali, ma ciò non modifica la natura stessa della zootecnia, che si basa su costrizione, procedure invasive e morte violenta degli animali. Lorenza Bianchi, Responsabile LAV Area Animali negli Allevamenti

LAV ringrazia l’avvocato Massimiliano Canè del foro di Bologna per l’assistenza legale fornita nel caso.

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venerdì 20 marzo 2026

Modena: processo per macellazione clandestina, maltrattamento e uccisione di agnelli

Oggi in udienza al Tribunale di Modena, il nostro avvocato Massimiliano Canè ha depositato la costituzione di parte civile nel processo per maltrattamento, uccisione e macellazione clandestina di agnelli.

Il Tribunale ha rinviato al prossimo 17 aprile per decidere sulla sua ammissibilità.

Dopo la denuncia presentata da noi di LAV per maltrattamento e uccisione di animali e per macellazione clandestina, il GIP ha emesso un decreto penale di condanna per l’imputato, che prevedeva l’ammenda di 10mila euro per il reato di macellazione clandestina di animali. L’imputato si è opposto a tale decreto e oggi si è aperto il processo penale. 

La vicenda parte nell’agosto del 2024, quando a Gaggio in Piano, comune di Castelfranco Emilia (Modena) una persona, allarmata dai belati disperati di alcuni agnelli, contatta LAV per intervenire visto il rischio di imminente macellazione di un agnello all’interno di una corte interna ad opera di due soggetti, cacciatori della zona. 

Grazie all’arrivo in loco di Beatrice Rezzaghi, responsabile Unità di Emergenza LAV, e Andrea Morabito, video reporter di LAV, è stato possibile allertare immediatamente i Servizi veterinari e i Carabinieri Forestali e raccogliere immagini e video sulle operazioni in corso. All’arrivo delle autorità competenti, sono stati ritrovati organi di animali macellati lasciati a terra, alcuni nel mezzo del cortile, e sangue su un tavolo di fortuna e in una fontana adiacente. 

La macellazione degli animali è sempre violenta, perché si costringe alla morte un animale che vorrebbe invece vivere. Così come lo sarà la morte degli agnelli uccisi ancora cuccioli per finire sulle tavole a Pasqua. Partendo da questa verità, i requisiti imposti dalla normativa sono finalizzati a ridurre la sofferenza e la paura degli animali in questi momenti, che possono anche essere lunghi, e in tutte le operazioni collegate. Il mancato rispetto di questi requisiti espone gli animali a condizioni di tortura. LAV si è costituita parte civile in questo processo per assicurare che chi si macchia di questi reati sia assicurato alla giustizia e per ribadire la gravità di tali condotte che configurano a tutti gli effetti maltrattamento. Lorenza Bianchi, responsabile LAV Area animali negli allevamenti

Il Regolamento CE n. 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l’uccisione stabilisce che “l’abbattimento e le operazioni correlate devono essere effettuati in condizioni tali da non causare agli animali dolori, ansia o sofferenze evitabili”. È obbligatorio lo stordimento preventivo e la perdita di coscienza e di sensibilità deve essere mantenuta fino alla morte dell'animale. Ancora, lo stesso Regolamento prevede che “l'abbattimento e le operazioni correlate sono effettuati esclusivamente da persone che abbiano un adeguato livello di competenze per l'esecuzione di dette operazioni senza causare agli animali dolori, ansia o sofferenze evitabili. Tali disposizioni si applicano anche alla macellazione domestica. Inoltre, i privati che intendono effettuare macellazione domestica di animali, aldilà del rispetto della normativa vigente, devono comunicare all’autorità sanitaria competente il luogo e la data della macellazione”.

In questo caso, i belati disperati degli animali sono prova evidente che gli stessi non si trovassero in uno stato di incoscienza e che, quindi, fossero sottoposti a sofferenze evitabili. Era quindi del tutto assente lo stordimento preventivo degli animali e le operazioni di macellazione avvenivano in condizioni igienico sanitarie del tutto inadeguate. 

Ringraziamo l’avvocato Massimiliano Canè del foro di Bologna per l’assistenza legale fornita nel caso


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