Mucche "da latte": abusi senza regole

Nuove immagini di abusi sulle mucche “da latte” trasmesse ieri sera da Animali come noi. Mucche indifese vittime di vessazioni, manipolazioni e sfruttamento privo di regole.

Il mondo dell’allevamento non accetta di essere messo in discussione eppure, dal 2006, documentiamo e reprimiamo nei Tribunali e sulla strada, con le Forze dell’Ordine, la vergogna delle “vacche a terra”, il risultato dell’allevamento e dello sfruttamento genetico e produttivo di 1.8 milioni di mucche, solo nel nostro Paese, per la produzione di latte. Dal 2008 è chiaro che si tratta di maltrattamenti di animali, ma l’industria della carne continua a consideralo un fatto fisiologico all’allevamento!

Dietro la denuncia c’è il tema delle regole. La terra di nessuno del maltratt amento genetico, la manipolazione del patrimonio di una intera specie, “perfezionata” con intervento dell’uomo nella sua genetica, esclusivamente a fini produttivi e senza alcuna regola nazionale o comunitaria che stabilisca la benché minima regola. L’industria della carne è libera di manipolare il patrimonio genetico di una specie senza alcun organismo di controllo o regola che lo disciplini, quando andrebbe addirittura vietato perché contrario all’interesse degli animali, della natura e anche dell’essere umano. E così queste “macchine da latte” subiscono patologie gravissime, la vita si abbrevia a 4 anni in luogo di 40. Ad eccezione di un meccanismo economico privo di logica, non è possibile spiegare perché si consente questo stato di cose.

Le Istituzioni continuano a non dire nulla in queste settimane. Un silenzio che è la prima causa di tutto ciò. Non c’è dubbio che abbiamo bisogno di un altro modello alimentare, lo dicono Istituzioni scientifiche di tutto il mondo, lo dice il mercato, in crescita, dei prodotti veg e la scelta di milioni di cittadini. Eppure oggi siamo considerati gli “estremisti”. Noi abbiamo una idea diversa del mondo e di come nutrirlo; il fallimento del modello della carne è sotto gli occhi di tutti. Un giorno anche le Istituzioni se ne accorgeranno. 

Roberto Bennati
Vice Presidente LAV