Mufloni del Giglio: fermiamo subito il massacro, finanziato con il denaro dei cittadini!

Ultimo aggiornamento: 30 novembre

Ce l'abbiamo fatta! I mufloni dell'Isola del Giglio sono salvi!

Il nostro intervento di denuncia pubblica ha portato all’annuncio della sospensione delle uccisioni e oggi LAV, a fianco del WWF, in un confronto con il Presidente del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri ha messo nero su bianco il risultato: non più carabine di precisione simili a fucili da guerra, ora i mufloni saranno catturati per essere traslocati in altre aree dove gli sarà garantita vita e benessere.


Sabato 27 novembre

Mufloni Giglio, il Parco dell’Arcipelago Toscano precisa: solo sospese le uccisioni

Il Parco dell’Arcipelago Toscano annuncia la sospensione delle uccisioni dei mufloni al Giglio. Si tratta di un primo passo, ma questi animali non sono salvi del tutto.

Il Parco annuncia un incontro con noi associazioni animaliste e, come sempre, valuteremo ogni decisione nel merito. La nostra battaglia per salvare i mufloni continua fino ad ottenere un risultato certo, concreto, scritto! 

Chiediamo la salvezza di questi animali e non dimentichiamo i quattro mufloni già uccisi.


Giovedì 26 novembre

Sono pessime le notizie che arrivano dall’isola del Giglio: da mercoledì 24 novembre, i cacciatori sarebbero passati alla fase operativa del loro mandato di sterminare ogni muflone

Al momento gli animali uccisi sarebbero quattro e, come previsto dal disciplinare operativo del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, potrebbero essere stati ceduti ai cacciatori a titolo di rimborso spese.

Un’ipotesi che viola la norma nazionale che prevede che gli animali uccisi dai cacciatori possano essere lasciati nella loro disponibilità solamente se uccisi in operazioni di caccia, cosa che invece non sta accadendo al Giglio, dove i cacciatori sono stati ingaggiati per eseguire un piano di eradicazione previsto da un progetto europeo finanziato dai cittadini. Ben 400.000 euro sono infatti stati stanziati esclusivamente per l’uccisione di qualche decina di Mufloni.

Ma non è questo l’unico caso di finanziamento pubblico di stragi di animali di cui ha beneficiato il Parco dell’Arcipelago Toscano nel corso degli anni:
 
  • nel 2004, con il progetto “Life Isotosca”, vennero stanziati 566.000 euro per la distribuzione di esche rodenticide sulle isole di Giannutri e Pianosa;
  • nel 2010, quasi 1,6 milioni furono utilizzati per avvelenare i ratti dell’isola di Montecristo (con ricadute anche sulle altre specie) grazie a “Life Montecristo”;
  • nel 2014 sono addirittura più di tre milioni gli euro che i cittadini, a loro insaputa, destinano con il progetto Life “Resto con Life” all’eradicazione della lepre comune europea dall’isola di Pianosa;
  • per arrivare infine al progetto “LetsGo Giglio” in corso all’isola del Giglio del costo totale di 1,6 milioni di euro.

Ma c’è anche una buona notizia: con l’offerta lanciata dal Parco di San Rossore, che si è reso disponibile a prendere in carico tutti i Mufloni dell’isola del Giglio, si è concretizzata una fondamentale alternativa alla uccisione degli animali, che ora non è più l’unica opzione per realizzare l’eradicazione degli animali.

Abbiamo inviato una diffida al Presidente del Parco Arcipelago Toscano perché sospenda immediatamente le operazioni di uccisione – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV, Animali Selvaticiproseguire con le uccisioni nonostante vi sia la possibilità di ricollocare gli animali vivi, configura il reato di uccisione di animali senza necessità che prevede fino a due anni di reclusione.”

Dopo aver chiesto l'intervento del Presidente della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo, abbiamo deciso di rivolgerci anche alla Corte dei Conti.

Infatti, l’uccisione illegittima di animali selvatici configura un danno economico allo Stato che dovrà poi essere indennizzato personalmente da coloro che hanno autorizzato le uccisioni nel caso queste venissero riconosciute illegali. Come avvenne nel procedimento intentato dalla LAV contro gli allora presidente e dirigente dell’ufficio caccia della Provincia di Bolzano che sono stati condannati a pagare quasi un milione di euro per il danno provocato all’erario avendo consentito l’uccisione illegale di animali selvatici.

Se entro 24 ore dalla ricezione della nostra diffida il Parco non dovesse sospendere gli abbattimenti, procederemo con il deposito della denuncia alla Procura della Repubblica di Grosseto per violazione dell’art. 544 bis del Codice Penale.