Meno carne: se New York è avanti

In occasione della Giornata della Terra, il 22 aprile scorso, il sindaco di New York, Bill de Blasio ha annunciato alcune specifiche azioni ‘alimentari’ nell’ambito del Green New Deal, l’ambizioso progetto da 14 miliardi di dollari approvato dalla città per contrastare il riscaldamento globale e combattere i cambiamenti climatici. "Non c'è tempo da perdere. Stiamo prendendo provvedimenti ora, prima che sia troppo tardi” è il mantra che ormai è entrato in loop nelle azioni dei politici democratici della Grande Mela.

E le azioni influenzano anche gli acquisti di carne lavorata e carne bovina da parte del comune.
In particolare, si prevede un graduale annullamento delle spese per le carni lavorate per gli istituti scolastici, gli ospedali, le strutture carcerarie e gli uffici comunali.  Per le stesse strutture è programmata la diminuzione del 50% degli acquisti di carne rossa.

Altre iniziative includono il passaggio a fonti energetiche pulite, l'adeguamento di vecchi edifici di grandi dimensioni per ridurne le emissioni, il riciclo obbligatorio dei rifiuti organici e la progressiva eliminazione delle stoviglie in plastica monouso. Con il Green New Deal, il sindaco si prefigge di ridurre le emissioni di quasi il 40% entro il 2030, verso l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica della CO2 entro il 2050.                      
Il merito? Per la parte alimentare non manca la collaborazione del presidente (vegan) del Distretto di Brooklyn, Eric Adams, che nel 2017 ha promosso i Lunedì Senza Carne in 15 scuole di Brooklyn, e il sindaco li ha estesi poi in tutte le 1.700 scuole pubbliche di NYC.

Ridurre il consumo di carne ‘dall’alto’ è essenziale per mitigare il cambiamento climatico, a New York lo hanno capito e hanno aperto la strada, convincere anche i nostri politici a percorrerla è compito nostro.