La strana caccia all'ordinanza "rimuovi-orso"

Cercasi ordinanza disperatamente. Protagonisti, la Provincia Autonoma di Trento e un manipolo di impiegati con l’ordine di non diffondere un atto pubblico.

Due pagine firmate Fugatti. Oggetto: un provvedimento urgente nei confronti dell’ormai arcinoto plantigrado  M49.  Sì, insomma, il documento che ha aperto le macabre danze intorno all’orso fuggiasco più ricercato dell’estate. Ma cosa ci sarà  scritto dentro quell’ordinanza? Facile. Basta leggerla. Già. Questo è il punto.  Noi di LAV abbiamo fatto quello che qualsiasi cittadino avrebbe fatto. Vale a dire collegarsi al sito della Provincia. Spulcia e rispulcia. Vai di aree tematiche e link. Ma zero tondo. Di quell’ordinanza non c’è traccia. Niente paura. C’è sempre il telefono. E così ci incolliamo alla cornetta alla ricerca di una voce informata in grado di indicarci come scovare quel pezzo di carta. Ma finiamo catapultati nel gioco più vecchio della burocrazia italiana: lo scaricabarile. Del tipo: provi a chiamare tizio. Caio dovrebbe poterle dire come fare. Rimpallati dal Servizio foreste e fauna, alla Presidenza. E poi a un gruppo consiliare d’opposizione. Alla fine – anche della pazienza - approdiamo su un indirizzo email. Quello che – ci era stato garantito – avrebbe tirato fuori la preziosa “ord. 415057” 1 luglio 2019.  

Nel frattempo però LAV quel pezzo di carta riesce ad averlo da altre fonti estranee al palazzo provinciale, sul sito del quale il 18 luglio magicamente appare.

A proposito. Analizzando la di cui sopra, leggiamo e riportiamo: “Il presidente ordina al Servizio Foreste tramite il personale del Corpo Forestale di procedere alla rimozione – sì proprio così “rimozione” – dell’orso in oggetto, mediante cattura per captivazione permanente in area a ciò autorizzata secondo quanto previsto dalla lettera J) del PACOBACE, onde evitare il ripetersi di situazioni di pericolo per l’incolumità e la sicurezza pubblica”.

Occhio però: nell’ordinanza di eliminazione fisica di M49 non se ne parla proprio.

Dunque: giù le mani e i grilletti dall’orso.

 

Alessandra Chello
Area Rapporti Istituzionali