F36 è stata trovata morta, uccisa da qualche amante della politica orsicida di Fugatti.
Oggi, venerdì 2 ottobre, siamo stati ammessi come parte civile dal Tribunale di Trento nel processo che vede indagata una persona per l’uccisione dell’orsa F36 avvenuta tre anni fa. A seguito dell’udienza i giudici hanno riconosciuto la legittimazione della nostra associazione animalista a partecipare al procedimento, essendo uno dei principali enti votati alla tutela degli animali e dell’ambiente in Italia, i cui interessi sono stati palesemente lesi dal vile atto di uccisione.
F36 era un’orsa schiva, che non aveva mai causato alcun problema ai cittadini trentini, fino a quando nell’estate del 2023 è stata svegliata da due cacciatori che si erano imbattuti a distanza ravvicinata in lei e il suo cucciolo mentre dormivano nel bosco. Alla normale reazione difensiva di mamma orsa, i due sprovveduti hanno reagito in maniera totalmente controproducente, fuggendo, arrampicandosi, urlando e bastonandola, fomentando quindi la sua risposta comportamentale. Fortunatamente, F36 è scappata nel bosco dopo pochi secondi senza reali conseguenze per le due persone.
Tuttavia, ciò è bastato al Presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti ad etichettare l’orsa come “pericolosa” per poi condannarla a morte. Abbiamo immediatamente fatto ricorso alla giustizia amministrativa per salvare F36, impegnandoci in una strenua battaglia legale con la Provincia di Trento arrivata fino alla Corte di Cassazione: la magistratura italiana ha confermato non soltanto che l’orsa non era pericolosa, poiché la sua reazione era stata causata dal comportamento scriteriato dei due cacciatori, ma anche che la sua vita gode di una tutela garantita dall’art. 9 della Costituzione.
Nonostante la straordinaria vittoria legale, F36 era già stata brutalmente ammazzata poco tempo dopo alla condanna di Fugatti, vittima di qualche troglodita fomentato dalla campagna orsofobica del Presidente della Provincia di Trento. Anzitutto, ci siamo opposti alla richiesta di archiviazione del processo per la sua uccisione, offrendo tutti gli elementi necessari affinché il procedimento penale andasse avanti, e ora siamo stati ammessi come parte civile nel processo, così da poter offrire il nostro supporto tecnico e legale perché sia fatta definitivamente giustizia per l’orsa F36.
Ringraziamo l'Avv. Canè del foro di Bologna per l’assistenza legale a noi di LAV.