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Orsi trentini: foraggiamento, rispondiamo all’Assessore Failoni e chiediamo un incontro

Prima di accusarci di diffondere “fake news” sul foraggiamento quantomeno legga attentamente la sentenza del Consiglio di Stato!

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giovedì 12 febbraio 2026

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Animali selvatici

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Il CdS ritiene che il foraggiamento non dovrebbe essere svolto a priori

Stando a quanto riportato oggi dalla stampa trentina, Roberto Failoni, Assessore ai Grandi Carnivori della Provincia autonoma di Trento, nonostante la stima espressa nei confronti di LAV, ci accusa  di diffondere “fake news” in merito al foraggiamento degli ungulati in Trentino, pur ammettendo esplicitamente di non aver nemmeno letto la Sentenza. 

Segnaliamo all’Assessore Failoni che nel ricorso presentato da LAV, dunque nella sentenza non ancora letta con attenzione dallo stesso, non c’è alcun riferimento all’adescamento di animali. Ad ogni modo, seppur il tema non è mai stato posto all’attenzione dei magistrati, l’Assessore dovrebbe sapere che, almeno nella Val di Cembra, i cacciatori potrebbero sfruttare le mangiatoie, poste a pochi metri dagli appostamenti di caccia, per adescare e fucilare i caprioli, in violazione - ci scuserà l’Assessore per il preciso richiamo normativo - dell’articolo 38, comma 1, lettera j) della legge provinciale 24/91, come si evince da due autorevoli articoli scientifici, peraltro redatti proprio con il supporto del suo Servizio FaunisticoFederico Crisetig, dell’Area animali selvatici di LAV.

Il Consiglio di Stato, infatti, a fronte delle innumerevoli evidenze scientifiche portate agli atti da noi di LAV, ritiene che il foraggiamento non dovrebbe essere svolto a priori, e impone alla Provincia quantomeno di smettere di disinteressarsi delle conseguenze negative di questa pratica venatoria.

Infatti, nella Sentenza si legge che “l’amministrazione avrebbe dovuto condurre un’adeguata istruttoria al fine di verificare la sussistenza o meno dei presupposti per la sospensione o il divieto di foraggiamento quanto meno nei distretti caratterizzati dalla presenza abituale dell’orso” e avrebbe dovuto “esaminare ed approfondire gli elementi di fatto dedotti dall’istante per sostenere l’aggravamento delle problematiche legate alla presenza dell’orso in conseguenza della pratica del foraggiamento”.

Dunque, “la Provincia dovrà quindi verificare se nei distretti abitualmente frequentati dall’orso il foraggiamento determini un aggravamento delle problematiche connesse alla presenza di tale predatore”, tra cui “la maggiore aggressività di tale animale nei confronti dell’uomo medesimo”.  

È scientificamente dimostrato che l’accesso degli orsi alle mangiatoie per ungulati sia un pericolo per l’incolumità dei cittadini, non si tratta di mera “propaganda” come sostiene l’Assessore Failoni, infatti lo stesso Piano Faunistico della Provincia di Trento riferisce: “nel caso dell'orso, invece, la presenza costante di cibo in siti di foraggiamento posti nei pressi di contesti antropizzati, favorisce l’avvicinamento del plantigrado aumentando la probabilità di interazione con l’uomo. Tale disponibilità di cibo può anche aumentare la capacità portante dell’ambiente, favorire la concentrazione degli orsi e alterare i cicli di ibernazione”. 

Considerato il suo “grande rispetto” nei confronti di LAV, chiediamo all’Assessore Failoni un incontro per discutere, dati scientifici alla mano e prescindendo sia dall’ideologia venatoria sia dalla propaganda politica, in merito alla pratica del foraggiamento degli ungulati nella Provincia di Trento.