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Orsi trentini: Consiglio di Stato parla chiaro, ma Provincia si discolpa per continuare ad autorizzare il foraggiamento

Completo disinteresse per la tutela dell’incolumità pubblica e dell’ambiente montano.

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giovedì 12 febbraio 2026

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Animali selvatici

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La nostra è una battaglia democratica di civiltà che non si fermerà

Dopo la nostra vittoria al Consiglio di Stato, la Provincia di Trento si è subito discolpata per continuare ad autorizzare la pratica venatoria del foraggiamento degli ungulati.

L'unico scopo di quella pratica è aumentare artificiosamente il numero di cervi e caprioli a cui sparare, compromettendo non soltanto l’ambiente montano, il benessere degli animali che lo abitano, ma addirittura la sicurezza dei cittadini trentini.

In particolare, nella nota dell’ufficio stampa della Provincia, si legge che  sarà una scelta della Provincia se, dove, come e quando sospendere il foraggiamento o vietarlo nei singoli casi.

Infine, l’Amministrazione Provinciale dichiara di agire nel rispetto delle indicazioni scientifiche per la salvaguardia della biodiversità e degli animali selvatici. 

Al contrario il Consiglio di Stato smentisce esplicitamente la succitata nota della Provincia, sancendo che la “tutela della biodiversità e dell’ecosistema, affermata dall’art. 9 Cost. come modificato dalla l. cost. n. 1/2022 (…) dovrebbe imporre di evitare quelle pratiche (nel caso in esame il foraggiamento) che alterino l’equilibrio naturale ed il rapporto tra le specie animali e tra queste ultime e l’uomo, comportando conseguenze dannose maggiori rispetto ai benefici ritraibili dalle singole specie animali nel cui interesse la pratica è attuata”.

Peraltro, la Giunta trentina non agisce nemmeno rispettando le proprie leggi che, pur ammettendo il foraggiamento, lo vietano nelle aree di presenza degli orsi come scrive il Servizio Faunistico in una comunicazione ai Comunicome dichiarato dall’Assessore Provinciale Tonina durante una riunione del Consiglio Provinciale. Infatti, nella Sentenza del Consiglio di Statosi legge che la Provincia sarà finalmente costretta a rimediare al fatto di non aver mai valutato i pericoli per l’incolumità pubblica dovuti all’accesso degli orsi alle mangiatoie per ungulati, disinteressandosi di tutto il materiale scientifico depositato da LAV e approfondito durante la conferenza stampa tenuta lo scorso 18 novembre nel Palazzo della Regione Trentino Alto-Adige.

Insomma, la Provincia autonoma di Trento continua ad agire in totale spregio sia dei dati scientifici che dei principi fondativi dell’ordinamento costituzionale italiano  mettendo a repentaglio l’ambiente e la sicurezza dei cittadini semplicemente per consentire ai cacciatori di aumentare artificialmente la quantità di vittime su cui sfogare la loro sete di sangue. 

Noi continueremo la nostra battaglia affinché la deleteria consuetudine venatoria del foraggiamento degli ungulati venga definitivamente vietata nell’interesse dei cittadini, degli animali e dell’ambiente.