Orso M49 resti libero: i documenti ufficiali ne smentiscono la pericolosità

Sul caso dell’orso M49, rendiamo pubblica la documentazione chiesta e ottenuta dal Ministero dell’Ambiente, che abbiamo analizzato nel dettaglio, soffermandoci sull’intenso scambio di informazioni tra Ministero dell’Ambiente e Provincia di Trento, risalente a molto prima che il 14 luglio scorso l’amministrazione provinciale trentina riuscisse a catturare M49 per trasferirlo nella struttura del Casteller, prima della sua fuga già nelle prime ore del 15 luglio.

Sono oramai trascorsi ventidue giorni da quando l’orso ha riguadagnato la libertà senza che siano stati rilevati danni o comportamenti pericolosi a lui imputabili, siano quindi sospese immediatamente le operazioni di ricerca, dando all’animale un’altra possibilità per vivere la sua vita in armonia con l’ambiente che lo ospita.

Dall’analisi della corposa documentazione fornita dal Ministero dell’Ambiente, infatti, risulta chiaramente che:

  • l’orso ha procurato certamente dei danni, ma questi non possono essere utilizzati per sostenere l’ipotetica pericolosità dell’animale, perché possono essere adeguatamente prevenuti;
  • la frequentazione, da parte di M49, delle zone periodicamente abitate dall’uomo non evidenzia l’insorgenza del fenomeno dell’abituazione. Si parla di abituazione quando un animale per sua natura molto elusivo come l’orso, accresce il suo livello di confidenza con l’uomo anche frequentando zone dove questo risiede stabilmente. Un caso che non può certamente essere imputato a M49.

Per questo motivo ribadiamo la necessità che, ora che M49 ha riguadagnato la sua libertà, sia lasciato in pace, consentendogli di adattarsi al nuovo ambiente dove è stato trasferito a seguito degli interventi della Provincia, realizzando così l’azione i) del PACOBACE, prevista in alternativa sia alla cattura per captivazione permanente, sia all’uccisione.

COMUNICATO STAMPA