27 Paesi al mondo hanno detto NO agli animali nei circhi. E l'Italia cosa aspetta?

Circa duemila animali costretti ad esibirsi come marionette o acrobati nei circhi: succede in Italia, “fanalino di coda” rispetto ai 27 Paesi che - in Europa e nel Mondo -  hanno già detto “NO” a questa pratica crudele e anacronistica. Lo denuncia la LAV indicando, in un Dossier, tutti gli Stati che hanno già bandito, in tutto o in parte, l’uso di animali nei circhi.

Su 28 Stati Membri dell’Unione Europea, infatti, più della metà ha introdotto legislazioni di divieto all’uso di animali nei circhi o restrizioni all’uso di alcune specie (esotiche o protette). Molti altri Paesi nel Mondo hanno introdotto legislazioni analoghe ultimo in ordine di tempo il Messico, che nel gennaio 2015 ha approvato il divieto di utilizzare animali selvatici nei circhi. Una scelta di civiltà, sempre più diffusa, che testimonia la crescente contrarietà all’utilizzo di animali negli spettacoli, a livello globale. 

Ma cosa pensano gli Italiani dei circhi con animali? 
La grande maggioranza dei cittadini è contraria al loro utilizzo, come confermano i dati recentemente diffusi dall’Eurispes: “scende la quota di coloro che si dichiarano favorevoli all’impiego di animali nei circhi”, “i contrari sono il 68,3%”.

Nonostante questo  diffuso sentimento pubblico, i duemila* animali dei circhi italiani tenuti in cattività sono costretti per la maggior parte a vivere in uno spazio di pochi metri quadri, sottoposti ad addestramenti innaturali e a continue esibizioni, privati delle condizioni ambientali necessarie a consentire i normali comportamenti della propria specie.

Una sofferenza reale, uno status quo inaccettabile testimoniato dalle drammatiche immagini del video Sai quanto vale questo spettacolo?” allo scopo di mostrare, con filmati di repertorio, un modo di fare “spettacolo” che nel nostro Paese continua ad essere favorito da ingenti contributi pubblici.

COMUNICATO STAMPA