Offriamo ricompensa di 10.000 euro a chi incastra i bracconieri.
La notizia dei lupi avvelenati all’interno del Parco d’Abruzzo è solo l’ultima in ordine di tempo di una lunga sequela di ritrovamenti di corpi di lupi uccisi ritrovati in tutto il nostro Paese, dal Trentino alla Puglia.
Lupi avvelenati, fucilati, scuoiati, le loro teste appese come un monito ai segnali stradali, questa è la barbarie a cui siamo costretti ad assistere con frequenza oramai quotidiana – dichiara, una barbarie fomentata da una vera e propria campagna d’odio orchestrata dalla politica nazionale contro i lupi.
Se infatti il bracconiere altri non è che un criminale, i veri mandanti sono quei politici che hanno sempre proposto l’uccisione dei lupi come unica soluzione al problema delle predazioni. Incapaci di imboccare la strada maestra della prevenzione incruenta, indicata dalla scienza, hanno preferito mantenere l’approccio cavernicolo-venatorio riassumibile in una frase: se c’è un problema gli sparo.
Se oggi ci troviamo con decine di lupi uccisi dai bracconieri e altrettanti e anche più spariti senza lasciare traccia, la responsabilità è tutta da riportare all’inadeguatezza di quei politici che hanno sempre invocato la riduzione del livello di protezione dei lupi come unica soluzione per realizzare la convivenza.
Confortati anche da quegli stessi politici che proprio in questi giorni stanno approvando il disegno di Legge, voluto dal Ministro Lollobrigida, che apre sempre più spazi ai cacciatori, azzera i pareri scientifici, ma non interviene minimamente sull’antibracconaggio, mantenendo sanzioni pecuniarie vecchie oramai di quasi quarant’anni, che suonano più come un’istigazione a delinquere piuttosto che come deterrenti.