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Perugia: processo macellazione illegale cavalli, siamo parte civile

Ci batteremo affinché le condotte illecite nei confronti degli animali non restino impunite.

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mercoledì 11 febbraio 2026

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EquidiMaltrattamenti

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In questo caso la questione animale si coniuga con la sicurezza alimentare

Si è svolto oggi al Tribunale di Perugia l’udienza del processo per l’inchiesta sulla macellazione illegale di cavalli, che ha visto imputato un uomo accusato di associazione a delinquere, uccisione e maltrattamento di cavalli, commercio illecito di carne e falsificazione dei dati identificativi degli animali. 

Tre imputati dello stesso processo hanno patteggiato le loro posizioni il 12 giugno scorso, mentre per l’odierno imputato, considerato capo promotore dell'associazione, fu rigettato il patteggiamento e fu disposto il rinvio all’udienza dibattimentale che si è tenuta oggi.

Secondo l’accusa, l’imputato insieme ad altri, avrebbe messo in piedi un'organizzazione che era in grado di reperire cavalli vecchi o malati in tutta Italia per destinarli illegalmente alla macellazione in Puglia, dove erano trasportati violando qualsiasi norma sul benessere degli animali. Una volta macellati, la carne degli animali – che in vita erano stati sottoposti a trattamenti farmaceutici non documentati e non compatibili con la finalità alimentare – sarebbe stata immessa sul mercato con grave rischio per la salute umana. Un sistema reso possibile da un meccanismo di cancellazione della tracciabilità degli equidi, anche attraverso l’inserimento di dati falsi nella Banca Dati Nazionale degli Equini.

È paradossale che una richiesta di patteggiamento già respinta venga presentata nuovamente. Oltretutto stiamo parlando di fatti gravissimi, di associazione per delinquere e di commercio di carne non destinata al consumo umano, con le prime vittime gli animali,  In questo caso la questione animale si coniuga con quella della sicurezza alimentare. Non è forse una questione di sicurezza della salute pubblica l’immissione sul mercato di carne di animali non impiegabili per il consumo alimentare umano? Non a caso molte inchieste hanno messo in evidenza il legame esistente tra macellazione illegale e focolai di zoonosi. Ciro Troiano, criminologo, responsabile Osservatorio Zoomafia LAV

All’udienza odierna del processo è stata anticipata dalla difesa una richiesta di patteggiamento a due anni, con pena sospesa e l’intenzione di proporre alle parti civili un risarcimento del danno. Il Tribunale ha rinviato al 6 marzo la decisione sull’istanza di patteggiamento.

Questa vicenda dimostra quanto possa essere fragile, se manipolato, il sistema di identificazione e tracciabilità degli equidi. La falsificazione o la cancellazione dei dati nella Banca Dati Nazionale non è un’irregolarità formale: è lo strumento che consente di far sparire l’identità di un cavallo e di destinarlo alla macellazione anche quando è anziano, malato o escluso per legge dalla produzione alimentare. Quando la tracciabilità viene alterata, per l’animale significa perdere ogni tutela e diventare invisibile. Questa inchiesta mostra quanto possa essere semplice, attraverso un sistema organizzato, trasformare vite in scarti e instradarle verso una morte illegale e opaca. È su questo che occorre mantenere altissima l’attenzione. Nadia Zurlo , responsabile Area Equidi LAV

Noi di LAV in quanto parte civile nel processo eravamo presenti in aula con l’avvocato Massimiliano Canè, che ringraziamo per l’assistenza legale.