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Perugia: udienza preliminare di quattro imputati accusati di macellazione clandestina di cavalli

Filone bis dell’inchiesta principale, conferma l’esistenza di un sistema organizzato e strutturato.

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venerdì 27 febbraio 2026

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EquidiMaltrattamenti

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Necessario intervenire sul modello economico e culturale che regge l’utilizzo degli equidi

Si è tenuta oggi, presso il Tribunale di Perugia, l’udienza preliminare del processo a carico di quattro imputati accusati di aver preso parte a un sistema organizzato di macellazione clandestina di cavalli.

Noi LAV, già parte civile nel procedimento principale, abbiamo seguito anche questo filone bis per rappresentare gli interessi degli animali vittime e per contribuire all’accertamento delle responsabilità.

Abbiamo chiesto infatti il rinvio a giudizio dei quattro imputati, per i reati di uccisione e maltrattamento di animali, associazione a delinquere e falsi su documenti informatici. Per uno dei quattro il giudice ha disposto una nuova data per la prosecuzione dell’udienza preliminare per legittimo impedimento, per gli altri invece è stato disposto il rinvio a giudizio con udienza fissata al 14 aprile p.v.

L’inchiesta principale già in corso nello stesso Tribunale è un procedimento che amplia il quadro delle responsabilità e conferma l’esistenza di un meccanismo strutturato, capace di reperire, movimentare e far sparire decine di equidi attraverso falsificazioni nella Banca Dati Nazionale e trasferimenti mai avvenuti.

Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero avuto ruoli diversi ma complementari: dal reperimento degli animali, spesso in precarie condizioni o esclusi dalla filiera alimentare, al loro trasporto in condizioni incompatibili con il loro benessere, fino all’uccisione e alla macellazione illegale. Un sistema che, come già emerso nel processo principale, si sarebbe retto sulla manipolazione dei dati identificativi degli equidi, rendendo impossibile ricostruire i movimenti reali e cancellando di fatto l’esistenza degli animali coinvolti.

Questo nuovo procedimento conferma che il fenomeno della macellazione illegale è tutt’altro che episodico: una gestione degli equidi che, dietro l’immagine rassicurante di un mondo fatto di sport, natura e tradizione, nasconde dinamiche di sfruttamento estremo.

Questa vicenda mostra con crudezza quanto sia distante la realtà dalla narrazione edulcorata che spesso circonda il mondo dei cavalli. Dietro l’immaginario dei prati verdi e della vecchiaia serena, per molti equidi c’è un destino ben diverso: quello di essere trattati come strumenti, come mezzi di produzione da sfruttare fino all’ultimo, per poi sparire in filiere opache che cancellano identità e tutele. La manipolazione dei dati nella Banca Dati Nazionale non è un dettaglio tecnico: è il grimaldello che permette di trasformare un cavallo in un numero da eliminare, aprendo la strada a sofferenze, trasporti estenuanti e macellazioni illegali. È fondamentale che processi come questo facciano emergere la verità e mostrino quanto sia urgente ripensare radicalmente il modo in cui la nostra società considera e tratta gli equidi.Nadia Zurlo, responsabile Area Equidi LAV 
Questo caso è emblematico perché, secondo l’accusa, ci troviamo alla presenza di un gruppo organizzato particolarmente attivo, che faceva uso di articolate modalità operative e che non lesinava l’utilizzo di false attestazioni al fine di realizzare il suo disegno criminale.  Le varie forme di maltrattamento organizzato di animali, infatti, presuppongono l’esistenza a monte di un’associazione senza la quale l’obiettivo illegale non può essere realizzato.A
Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia di LAV 

Alla luce delle tre proposte di legge che si stanno discutendo alla Camera, questo processo risulta essere ancora più emblematico: proporre il divieto di macellazione è un passo importante, ma non basta.

È necessario intervenire sul modello economico e culturale che regge l’utilizzo degli equidi, altrimenti il rischio è quello di ottenere una riforma che cambia le etichette senza cambiare davvero la vita degli animali. Servono controlli efficaci, responsabilità economica permanente per chi utilizza gli equini e standard vincolanti che mettano al centro il loro benessere, non la sostenibilità del settore .

Ringraziamo l’avvocato Massimiliano Canè per l’assistenza legale prestata a LAV nel procedimento.