Violazione regolamento tutela animali. Pesci rossi sequestrati e affidati a noi

Sei pesci rossi sequestrati e affidati in custodia a noi, grazie all’intervento del I° Gruppo della Polizia Municipale di Roma Capitale: è quanto avvenuto ieri al Gianicolo, dove gli animali erano esposti presso una giostra per bambini, che li offriva in premio ai piccoli avventori, benché espressamente vietato dal 2005.

La nostra denuncia fa seguito proprio alla segnalazione di una privata cittadina, che di fronte al triste spettacolo dei pesci rossi, esposti da uno storico giostraio del Gianicolo e dati in premio come vincita ai bambini, si era rivolta a noi, sollecitando l’interessamento. 

“Ringraziamo la Polizia Municipale di Roma, per essere prontamente intervenuta, in seguito alla nostra denuncia, per accertare la violazione  del Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali. Una norma in vigore da ben dieci anni, ma ancora estremamente attuale ed efficace, che non deve essere modificata e che tutti i cittadini dovrebbero conoscere, al fine di rendere possibili altre operazioni, come quella condotta ieri, e l’applicazione della relativa sanzione pecuniaria ( da 200 a 500 euro)”.

Il sequestro è avvenuto in seguito all’accertamento, da parte degli agenti di Polizia Municipale, della violazione dell’articolo 15 del Regolamento Comunale, il quale dispone un “assoluto divieto su tutto il territorio comunale di offrire direttamente o indirettamente, con qualsiasi mezzo, animali, sia cuccioli che adulti, in premio o vincita di giochi oppure in omaggio a qualsiasi titolo nelle mostre, nelle manifestazioni itineranti, nelle sagre, nei luna park, nelle lotterie, nelle fiere, nei mercati, in qualsiasi tipo di gioco o pubblico intrattenimento”. 

“Si tratta di animali che il più delle volte, sono destinati a fare una brutta fine, a vivere una vita breve, tra le quattro pareti degli acquari, spesso troppo piccoli e privi di adeguati arricchimenti ambientali. A ciò si aggiunga il fatto che offrire in premio degli animali, come fossero oggetti,  costituisce una  pratica assolutamente diseducativa, specialmente per i bambini, che vengono in questo modo abituati al non rispetto per gli esseri viventi e al disconoscimento dei messaggi di sofferenza derivanti dallo stato di cattività e dal non rispetto delle esigenze etologiche degli animali”.

Claudia Squadroni

COMUNICATO STAMPA