Peste suina: no a deroghe sulle norme anti covid, per favorire caccia cinghiali

La Peste Suina Africana (PSA) è un virus che non rappresenta alcun pericolo per l’uomo, si diffonde però tra i cinghiali selvatici causandone la morte, e da questi può facilmente propagarsi agli allevamenti suinicoli, sfruttando anche l’uomo come vettore.

Utilizzando a pretesto queste evidenze, agricoltori, allevatori e Regioni, chiedono di poter derogare ai divieti di spostamento imposti dalle norme anti-Covid.

Ciò al fine di consentire la caccia ai cinghiali e quindi lo spostamento di migliaia di cacciatori sul territorio nazionale, in barba al rischio di diffusione del Coronavirus, questo sì, a differenza della Peste Suina, estremamente pericoloso per le persone. 

Eppure, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha già espresso una solida posizione scientifica circa le strategie di gestione dei cinghiali selvatici nelle diverse fasi di un’epidemia di PSA, precisando che è fondamentale impedire l’alimentazione artificiale dei cinghiali e le braccate, cose che sono invece del tutto legittime nel nostro Paese, seppur con qualche limite, difficilmente controllabile a causa della scarsità della vigilanza. 

Ne avevamo parlato in precedente articolo, chiedendo di concentrare l’attenzione sui cacciatori che, con le loro prassi di eviscerazione, rappresentano un veicolo per la diffusione del virus della PSA e di tutte le patologie trasmissibili all’uomo di cui sono portatori gli ungulati. 

Le misure di prevenzione e controllo della diffusione della PSA possono diventare un pretesto per aumentare il numero di animali uccisi dai cacciatori, senza però ottenere alcun risultato in termini di prevenzione alla diffusione della Peste Suina e mettendo invece concretamente a rischio l’incolumità dei cittadini con migliaia di cacciatori che potrebbero circolare sul territorio nazionale, nonostante il forte rischio di diffusione del Covid.

Abbiamo già scritto una lettera al Presidente Conte e ai Ministri dell’Ambiente e della Salute, Costa e Speranza, richiamando la loro attenzione alla posizione espressa dall'EFSA, e chiedendo di non concedere inopportune e pericolose deroghe a favore dei cacciatori. 

 
Lo stop alla caccia, all’uso e all’uccisione degli animali selvatici, è tra le proposte del Manifesto LAV #NONCOMEPRIMA, per agire sulle cause della pandemia ed evitarne di future

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