Piano nutrie in Conferenza Stato-Regioni: chiediamo stop abbattimenti!

La conferenza Stato-Regioni, nel corso dell’incontro previsto per giovedì 7 ottobre, dovrà esprimere il parere sul “Piano di gestione nazionale della Nutria”, Il Piano, cioè, al quale tutte le Regioni e le Province Autonome dovranno adeguarsi per le operazioni di gestione delle popolazioni di Nutria, specie introdotta sul territorio nazionale dall’industria della pellicceria e ora considerata invasiva e per questo perseguitata da campagne di abbattimento. 

Già nel 2018, nella fase di consultazione pubblica della prima bozza del Piano, la LAV era intervenuta evidenziando i gravi rischi sanitari, e l’assenza di qualsiasi metodo non letale da utilizzare per il controllo delle popolazioni di nutria, per le quali era prevista esclusivamente l’uccisione tramite armi oppure camera a gas. 

Condannate a morte

L’ultima versione disponibile del Piano, che risulta sarà discussa nella riunione della Conferenza Stato Regioni, risale al 2020 e mantiene le identiche criticità. In particolare, per quanto riguarda i metodi di riduzione numerica delle nutrie che prevedono solamente il ricorso a metodi letali, nonostante il Regolamento europeo per la gestione della Nutria, preveda la possibilità di usare anche metodi non letali. 

Per questo motivo abbiamo scritto a tutti i Presidenti e agli assessori competenti delle Regioni e delle Province Autonome – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Area Animali Selvatici - chiedendo di modificare il Piano inserendo una parte specificamente dedicata al finanziamento dello sviluppo del farmaco anticoncezionale da somministrare alle nutrie mediante esca alimentare”. 

Non è tollerabile che le Nutrie, sulla cui pelliccia si sono arricchiti per decenni allevatori e pellicciai, debbano ora pagare con la loro vita per responsabilità esclusivamente umane. Lo sviluppo di un farmaco contraccettivo deve diventare una priorità all’interno del Piano nazionale sul quale la Conferenza Stato Regioni sarà chiamata ad esprimersi. 

Il Piano rappresenta anche una grave violazione della legge quadro nazionale sulla tutela della fauna selvatica, perché consente che altre figure, oltre a quelle previste dall’articolo 19 della Legge citata, possano prendere parte ai piani di controllo della Nutria, incrementando così il numero di persone armate che potranno frequentare non solo le zone di campagna, ma tutte quelle dove si possono insediare le Nutrie, comprese quindi le aree dove la caccia è vietata, quali ad esempio le zone urbane, costituendo un grave pericolo per i cittadini.