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Preaperture della stagione di caccia: chiediamo alla Regione Piemonte di cancellarle

Siccità e incendi in Piemonte hanno gravemente compromesso la vita degli animali selvatici e i loro habitat.

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venerdì 28 agosto 2026

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Animali selvatici

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Abbiamo scritto al Presidente Cirio chiedendogli di rinviare l’apertura della caccia

Secondo il Copernicus Climate Change Service, nel corso dell’estate 2026 l’Europa occidentale e l’Italia hanno registrato anomalie termiche di rilievo eccezionale: il mese di giugno è risultato il più caldo mai registrato per l’Europa occidentale ed il secondo più caldo a livello globale.

Il mese di luglio 2026 ha successivamente superato, in Italia, il precedente record assoluto del luglio 2003, collocando l’anno 2026 sulla traiettoria dell’anno più caldo mai registrato a livello mondiale.

A queste evidenze scientifiche bisogna aggiungere il fatto che sul piano idrologico, l’osservatorio distrettuale permanente per gli utilizzi idrici, ha inserito il Piemonte tra le Regioni ricadenti in uno “scenario di severità idrica alta”, ovvero in un contesto in cui “la risorsa idrica non risulta sufficiente a evitare danni al sistema, anche irreversibili”.

Come se tutto ciò non bastasse, la devastante ondata di incendi boschivi ha ridotto in cenere migliaia di ettari di territorio. La stessa Giunta regionale del Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per crisi idrica e incendi al fine di “predisporre gli interventi necessari e sostenere i territori nel momento in cui ne hanno bisogno” come da dichiarazione stampa congiunta del presidente Alberto Cirio e degli assessori alla Protezione civile Marco Gabusi e all'Ambiente Matteo Marnati.

Un quadro terribilmente preoccupante nel quale sono stati distrutti habitat insostituibili, fonti di alimentazione e rifugi sicuri per gli animali selvatici, causando la morte di un numero incalcolabile di animali nel quale dall’inizio di settembre si inserirà la preapertura della stagione di caccia, un’altra devastante minaccia per gli animali, questa però dovuta alla passione sanguinaria dei cacciatori. Massimo Vitturi, Responsabile LAV Area Animali Selvatici

I cacciatori, infatti, potranno avviare il massacro di cornacchia nera e grigia, gazza e ghiandaia già dal 2 settembre, per poi estenderlo a tutte le altre specie dal 20 settembre, infischiandosene di quanto gli animali selvatici abbiano dovuto patire a causa delle gravissime situazioni meteo climatiche e degli incendi.

Tuttavia è la stessa Legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici – quella che la maggioranza parlamentare vorrebbe demolire con la PdL sparatutto – che impone la sospensione della caccia quando questa entra in contrasto con la tutela degli animali. La stessa Legge che consente ai Presidenti di regione di poter sospendere in tutto o in parte la stagione di caccia per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità.

Abbiamo quindi scritto al Presidente Cirio chiedendogli di rinviare l’apertura della caccia almeno a novembre prossimo, esercitando la sua facoltà a tutela degli animali selvatici, la cui sopravvivenza non deve essere messa a rischio solo perché una sparuta minoranza di cacciatori non può fare a meno di passare il proprio tempo divertendosi ad ammazzarli.

Le preaperture e le limitazioni della stagione di caccia, sono entrambe nelle mani del Presidente Cirio, le prime sono sempre state autorizzate con puntuale solerzia, ora la Regione Piemonte ha l’opportunità di dimostrare con i fatti che oltre agli interessi privati dei cacciatori, è degno di rispetto anche il principio fondamentale enunciato all’articolo 9 della nostra Costituzione che impone la tutela della biodiversità, quindi anche degli animali selvatici, anche in funzione delle generazioni future. Massimo Vitturi, Responsabile LAV Area Animali Sevatici