Processo Orsa KJ2: impedito a avvocato LAV di contestare testimonianza

È durata più di cinque ore l’udienza, presso il Tribunale di Trento, del procedimento intentato da LAV contro i responsabili dell’uccisione dell’orsa KJ2, che vede sul banco degli imputati, accusati di uccisione di animali, l’ex Presidente della Provincia Ugo Rossi e il dirigente Maurizio Zanin.

Durante l’udienza sono stati ascoltati gli ultimi testi dell’accusa, membri del Servizio provinciale foreste e fauna, che hanno raccontato delle modalità con le quali è stata condotta l’uccisione dell’orsa KJ2, accusata di avere attaccato due persone in circostanze mai chiarite, soprattutto per quanto riguarda i comportamenti tenuti dalle persone, che avrebbero potuto causare la reazione dell’orsa.

L'udienza

Nel corso dell’udienza, su eccezione della difesa accolta dal Giudice, è stato impedito che la LAV, rappresentata dall’avvocato Massimiliano Canè, potesse porre alcune contestazioni al teste Claudio Groff, coordinatore del Settore grandi carnivori della Provincia autonoma di Trento che, subito dopo la cattura dell’orsa KJ2, aveva rilasciato delle dichiarazioni a radio e giornali che sembravano mettere in dubbio la ricostruzione di una delle due persone aggredite dall’orsa. Lo stesso Groff, infatti, all’epoca dei fatti aveva pubblicamente dichiarato che “Parlando con il diretto interessato ci ha detto che stava passeggiando con il suo cane quando ha sentito una presenza alle spalle. Vedendo l’orso, l’uomo ha reagito con una bastonata, scatenando l’ira dell’animale”.

È un fatto emerso nel corso di questo procedimento, che le dichiarazioni raccolte immediatamente dopo l’incidente e quelle raccontate dalla vittima durante la scorsa udienza, sono profondamente discordanti, ma su questo punto non è stato possibile proseguire sull’accertamento, proprio a causa dell’impedimento imposto dal Giudice.

Le reazioni LAV

“Impedire le nostre contestazioni al teste è per noi molto grave che, assieme alla totale assenza di refertazione sanitaria ed accertamenti medici forensi, evidenzia di come non ci siano prove concrete a supporto della ricostruzione degli incidenti così come rappresentata da parte delle vittime. – dichiara la LAV - Nessun referto è infatti presente nel fascicolo o è stato esibito sino ad ora nelle udienze, mentre è del tutto evidente la necessità che in caso di incidenti siano eseguiti accertamenti di medicina forense allo scopo di accertare le condizioni di contesto che possono avere influito sugli eventi”.

Alla prossima udienza saranno sentiti i testi e i consulenti indicati dalla LAV, che siamo certi potranno fare finalmente chiarezza sulla vicenda. Nel frattempo, proseguono le attività, organizzate dalla LAV in collaborazione con il Parco Adamello Brenta con il progetto #AllTogether, per informare i cittadini su quali sono i comportamenti corretti da tenere nelle zone abitate dagli orsi e sulle responsabilità umane che possono determinare eventuali aggressioni, , a tutela della sicurezza delle persone e degli orsi, perché casi come quello di KJ2 non avvengano mai più in futuro.