Programmi scolastici UE: Commissione favorisca bevande 100% vegetali!

Come LAV abbiamo partecipato con un nostro commento alla Valutazione d’impatto iniziale, il primo step di un iter che condurrà nel 2022 alla revisione del programma per le scuole UE (lo stesso che ha sostenuto la campagna "L’ora del latte") come parte della strategia Farm to Fork, con l’obiettivo di facilitare la scelta di uno stile di vita sano e sostenibile e che favorisca l'uguaglianza tra gli allievi. Infatti, la Commissione, laddove ritenga che gli effetti previsti di una politica o di una normativa siano significativi,  elabora una valutazione d’impatto prima di presentare la sua proposta, i cui risultati aiuteranno l’UE a elaborare la decisione.

Accogliendo con favore l’opportunità di esprimere un parere, abbiamo invitato la Commissione a rivedere le regole dei programmi, in modo da favorire al massimo gli alimenti 100% vegetali, in particolare la sostituzione del latte vaccino con le bevande vegan, per un modello di consumo e di educazione che tuteli la salute individuale, collettiva e del Pianeta.

I dati parlano da soli: rispetto alle bevande 100% vegetali, il latte di origine animale ha un maggiore impatto ambientale, ogni litro richiede 9 m2 di terra e 628 litri di acqua ed emissioni per 3,2 kg di CO2eq, mentre la stessa quantità di latte di soia necessita di 28 litri d’acqua ed emette 1 kg di CO2eq [1]. Senza contare la sofferenza inflitta alle mucche destinate alla produzione del latte, e ai loro vitellini, che denunciamo da sempre!

La nostra posizione è che, tra i prodotti ammissibili nel programma UE, i più sostenibili debbano essere i primi a godere di sussidi pubblici.
 

È ora di progettare e pianificare un progressivo trasferimento dei fondi delle politiche agricole verso le alternative 100% vegetali e di fermare le campagne pubblicitarie di alimenti molto dannosi per il Pianeta e distruttivi per gli animali.
In Italia, l’abbassamento dell’IVA (dal 22% al 4%, come per il latte ‘fresco’) sulle bevande vegetali, ne favorirebbe la diffusione nelle scuole, luoghi dell’educazione alimentare del domani e fulcro della formazione sulla sostenibilità, sull’etica e sull’inclusività.

Lo chiediamo da tempo, anche nel nostro Manifesto “Non Torniamo Come Prima”

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[1] Poore, J. & T. Nemecek (2018): Reducing Food’s Environmental Impacts Through Producers and Consumers. Science. 360, p.987–992