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La Regione Puglia autorizza la distruzione dei nidi dei Parrocchetti monaci e l'uccisione di piccoli e adulti

Li abbiamo diffidati chiedendo l'immediata sospensione e l'annullamento del provvedimento.

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lunedì 13 luglio 2026

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Animali esotici

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Il provvedimento presenta infatti numerosi profili di illegittimità, sia sotto il profilo giuridico sia sotto quello tecnico-scientifico.

Abbiamo formalmente diffidato il Presidente della Regione Puglia chiedendo l'immediata sospensione e l'annullamento in autotutela della Deliberazione n. 577 del 12 maggio scorso, con cui la Giunta regionale ha approvato le "Prime linee di indirizzo per la gestione, il controllo e la rimozione dei nidi di Parrocchetto monaco (Myopsitta monachus)" sul territorio pugliese.

Riteniamo che il provvedimento presenti infatti numerosi profili di illegittimità, sia sotto il profilo giuridico sia sotto quello tecnico-scientifico. La diffida evidenzia infatti che questo uccello non è inserito né nell'elenco europeo né in quello nazionale delle specie esotiche inv asive, rendendo errati i riferimenti normativi utilizzati dalla Regione per giustificare le misure previste.

Contestiamo inoltre che la deliberazione sia fondata su affermazioni non supportate da dati oggettivi, monitoraggi o studi scientifici. Le presunte diffusioni cosiddette invasive della specie, i danni alle colture, i rischi igienico-sanitari e le situazioni di pericolo richiamate nel documento regionale non sembrano essere accompagnati da evidenze tecniche in grado di dimostrarne l'effettiva consistenza.

Particolarmente grave, secondo noi, è il fatto che queste Linee guida prevedano interventi esclusivamente cruenti, compresa la distruzione dei nidi e l'uccisione di nidiacei e adulti, senza il preventivo ricorso ai metodi ecologici. Inoltre, il documento consente ai proprietari privati di procedere autonomamente alla rimozione dei nidi, con il rischio di danneggiare anche specie protette dalla Legge e di favorire pratiche non conformi alle norme che puniscono il maltrattamento e l’uccisione di animali e sul corretto smaltimento dei materiali biologici.

Il provvedimento appare illegittimo, privo di basi scientifiche e in contrasto con la normativa sulla tutela degli animali. La gestione della fauna deve sempre basarsi su dati scientifici, sul rispetto delle norme vigenti e sull'utilizzo prioritario di metodi non cruenti Sara Leone,  Animali Familiari & Responsabile LAV Bari

Nella diffida, ricordiamo inoltre che l'uccisione di animali senza necessità costituisce reato ai sensi degli articoli 544-bis e 544-ter del Codice penale e avverte che, in caso di mancata sospensione della delibera, potranno configurarsi ipotesi di responsabilità penale per cui l’Associazione valuterà ulteriori iniziative legali.