Abbiamo censito, nei fatti, i provvedimenti emanati dalla maggioranza parlamentare. Ecco i risultati.
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni celebra oggi, con un evento a Bari, quattro anni di vita del Governo che diventa così l’esecutivo più longevo della storia della Repubblica. E Fratelli d’Italia lo fa con un documento intitolato “Il Governo più stabile, l’Italia più forte”, nel quale elenca i risultati raggiunti.
Noi abbiamo esaminato quelli sulla vita degli animali e questo è il bruttissimo quadro che dipinge questa Legislatura, a oggi, come la peggiore. Fatto ancora più grave poiché si trattava del primo mandato che poteva e doveva applicare, nei fatti, l’integrazione dell’articolo 9 della Costituzione che ha fissato nel 2022, fra i principi fondamentali della Repubblica, la tutela degli ecosistemi, degli animali, della biodiversità.
Si è invece voluti andare in direzione esattamente contraria esaltando il cacciatore come “bioregolatore” con l’approvazione di più norme, una ultima e più corposa ora alla Camera, il famoso Disegno di Legge Lollobrigida “sparatutto” per far uccidere più animali selvatici, estendere i periodi di caccia anche in primavera, diminuire le aree protette, far sparare anche nelle aree demaniali e le spiagge, aumentare le vendite di armi, estendere l’uso degli uccelli ingabbiati come richiami vivi, diminuire così l’incolumità di chi vive boschi e campagne.
Questa tattica è stata usata per ben due volte anche nella Legge di... Bilancio per far approvare norme che hanno man mano scardinato la pur minima Legge di tutela degli animali selvatici del 1992, volendo eliminare anche i pareri scientifici dell’ISPRA – a proposito di negazionismi - e costruendo un Comitato Faunistico Venatorio presso il Ministero dell’Agricoltura a immagine e somiglianza di chi lo guida oggi.
Su questi ambiti. l’incessante lavoro delle associazioni animaliste e ambientaliste è riuscita a parare solo alcuni dei colpi, attivando i giudici amministrativi e la Commissione Europea, contro quello che è il più grande attacco mai effettuato agli animali selvatici che ha costruito meticolosamente un percorso per eliminare anche lo status di protezione del lupo, vero e proprio “capro espiatorio”, come i cinghiali importati dagli stessi cacciatori, vittime sacrificali di una narrazione che vuole continuare a foraggiare con lauti fondi pubblici una zootecnia, in crisi per ben altre ragioni.
E che il rilancio di un territorio devastato dalla nostra oppressione a colpi di cemento non interessi a chi sta guidando l’Italia è testimoniato anche dall’avvenuto recepimento in forma “light” della direttiva europea sulla tutela dell’ambiente e da un’analoga applicazione del Regolamento sul “ripristino della natura” che si è fatto di tutto di bloccare a Bruxelles, anche qui calpestando il nostro nuovo principio costituzionale, e ora non pubblicando l’attuazione a livello nazionale. E sempre in sede europea il Governo si è battuto strenuamente contro il Regolamento per limitare la deforestazione ottenendo l’esclusione delle pelli bovine dal divieto di importazione poiché corresponsabili per la loro produzione dell’annientamento dell’Amazzonia.
Sulla stessa linea di narrazione a favore dei grandi gruppi industriali basati sullo sfruttamento animali è stata la crociata del Ministro dell’Agricoltura con tanto di Legge contro l’uso dei grilli in alimentazione (chi se la ricorda più?) e contro la carne coltivata che è tutto fuorchè sintetica, rea di essere, una volta approvata dall’Efsa europea anche in Italia, un’altra alternativa concreta alla più grande strage di animali operata negli allevamenti intensivi che tanto fanno male alla salute nostra e del Pianeta.
L’Italia in questi anni è stata anche capofila della lotta ai prodotti alimentari vegetali, come se questi non provenissero dall’agricoltura e dagli agricoltori, con l’irrigidimento delle sanzioni per i cosiddetti “milk e meat sounding” delle denominazioni dei prodotti, con una bassa considerazione dell’intelligenza dell’opinione pubblica, che sta comunque decretando il successo di queste scelte alimentari.
Eppure questo è il Governo che più ha dispensato nella storia fondi pubblici alla zootecnia intensiva anche quella responsabile dell’inquinamento delle acque e che con il Disegno di Legge “Coltiva Italia” in approvazione definitiva in questi mesi, lo suggellerà.
Che si sia voluto dare ragione in questa Legislatura a chi lucra sulla pelle degli animali lo testimoniano anche altri provvedimenti che purtroppo oscurano anche il non completo passo in avanti compiuto con una nuova Legge contro i maltrattamenti degli animali approvata nel 2025 che non ha avuto il coraggio, da parte di chi chiede proprio in queste forze di maggioranza, pene più severe per tutto, di realizzarle proprio in questo caso laddove non si parli solo di cani e gatti.
Sono state per esempio estese da 6 a ben 70, le specie di animali esotici ora commerciabili anche se catturate in natura, decine di milioni di esseri viventi, con gravi danni a loro e agli ecosistemi d’origine, dando così ragione ai collezionisti di pesci in acquari con un Decreto dei Ministri Schillaci e Pichetto Fratin. Il loro collega Giuli, così come il suo predecessore alla Cultura, Sangiuliano, sono stati poi solo capaci di non far entrare in vigore quanto disposto dal Parlamento con la Legge delega sullo spettacolo, lo stop all’uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, provvedimento già attuato da oltre 50 Paesi in tutto il mondo. Prossima scadenza, l’ennesima, è il 31 dicembre prossimo.
C’è stato anche il no della maggioranza allo stop al traino dei cavalli delle carrozzelle nelle città, con la bocciatura nell’autunno di due anni fa di emendamenti al nuovo Codice della Strada, così come quello del giugno scorso del Sottosegretario alla Salute Gemmato all’estensione, nella Legge delega sulla farmaceutica, ai prodotti per la cura degli animali intervenendo in aiuto delle fasce più deboli della popolazione. Tutto il contrario degli impegni presi da Giorgia Meloni nella campagna elettorale di quattro anni fa declamando Gandhi: "La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali".
Si è tornati indietro anche sull’uso degli animali nella sperimentazione, cancellando definitivamente un divieto mai entrato in vigore di vivisezione per alcol, droghe e tabacco, varato da un precedente Governo di centrodestra, peraltro, bocciando puntualmente le richieste di rinnovo del piccolo ma importante fondo per il sostegno ai metodi di ricerca scientifica non animali sui quali tanto stanno investendo invece altri Paesi.
Nelle ventotto pagine di celebrazione del Governo, tutto questo non lo leggeremo.
Gianluca Felicetti
Presidente LAV