Chiesta radiazione per il veterinario condannato al processo Green Hill

Radiazione dall’Albo dei Medici Veterinari poiché “colpevole di abusi nell’esercizio della professione”, “con la sua condotta ha compromesso gravemente la sua reputazione e la dignità della classe sanitaria”, “perdendo la buona condotta ha perso il requisito ineludibile, principio di carattere generale dell’ordinamento per esercitare la professione”.

Con queste motivazioni, dopo la sentenza del Tribunale di Brescia che lo ha condannato a un anno e mezzo di reclusione per uccisioni e maltrattamenti dei beagle dell’allevamento “Green Hill” di Montichiari (Brescia), il veterinario pescarese Renzo Graziosi rischia la perdita dell'attività, oltre alla già disposta sospensione  di due anni dagli allevamenti, per violazione del Codice Deontologico della professione disciplinato dal Decreto del Presidente della Repubblica 221 del 1950.

La LAV ha infatti oggi chiesto l’apertura del procedimento disciplinare al Consiglio dell’Ordine dei Medici Veterinari di Pescara, chiedendo l'intervento della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari, sostenuta da un’interrogazione parlamentare depositata nei giorni scorsi dai deputati del Movimento 5 Stelle Chiara Gagnarli e Paolo Bernini, con la quale i parlamentari chiedono un intervento diretto al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Il veterinario Graziosi, come ha stabilito il Tribunale,  era uno dei principali artefici della pratica aziendale di uccidere i cani affetti da semplici patologie per contenere i costi e perché non erano più idonei allo scopo – afferma la LAV -  tra il 2008 e il 2012 sono stati contati ben 6023 decessi, un numero esorbitante, a fronte dei 98 decessi registrati nel periodo successivo al sequestro dei beagle. Costava per loro di meno farli riprodurre in continuazione e sostituire così i “difettosi” nonché detenerli in condizioni tali da causare maltrattamenti e conseguenti morti.” 

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