Rapporto zoomafia 2019: in Sicilia l'11,23% dei procedimenti in Italia

I dati del Rapporto Zoomafia 2019 relativi alla Sicilia ci mostrano una regione seriamente interessata dal fenomeno. Le corse clandestine rappresentano il business più allarmante, ma si sono registrati anche combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, frodi dei pascoli, traffico di fauna selvatica, pesca di frodo.

L’Osservatorio Nazionale Zoomafia ha analizzato i dati del 2018 ricevuti da 14 Procure Ordinarie su 16 (non hanno risposto Agrigento e Barcellona Pozzo di Gotto) e da tre Procure Minorili su quattro (non sono pervenuti i dati della Procura per i minorenni di Caltanissetta), relativi al totale dei procedimenti penali e al numero di indagati per reati a danno animali. 
Proiettando la media dei dati pervenuti su scala regionale, si può stabilire che in Sicilia nel 2018 sono stati registrati 1094 fascicoli (circa l’11,23% di quelli nazionali), con un tasso di 21,63 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e 683 indagati (circa l’11,7% di quelli nazionali), con un tasso di 13,51 indagati ogni 100.000 abitanti.

La Sicilia è una delle regioni dove la zoocriminalità è più attiva, dove si registrano tutti i reati presi in esame, con alcune condotte fortemente radicate nel sottobosco delinquenziale. Un’azione di contrasto efficace deve adottare una visione strategica unitaria dei vari aspetti dell’illegalità zoomafiosa che incidono sul più vasto contesto della tutela della sicurezza pubblica e su quello della lotta alla criminalità organizzata: solo adottando iniziative investigative tipiche del contrasto ai sodalizi criminali si attuerà una strategia vincente.

Comunicato stampa integrale

(foto dal web)