Recovery Fund: NO a finanziamento di 50 milioni per l'acquario di Taranto!

+++Aggiornamento 12 ottobre 2020+++
In occasione della visita odierna a Taranto del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, gli abbiamo rivolto un appello affinché intervega per cancellare il progetto che prevede la costruzione di un acquario “green” presso la banchina ex-Torpediniere, un progetto che di “green”, come viene descritto dal dicastero guidato dal Ministro Provenzano, non ha proprio niente. Siamo sicuri che una città con un ampio potenziale, come è Taranto, meriti finalmente di poter godere di soluzioni rispettose della natura e degli altri animali, che valorizzi il patrimonio naturale e faunistico in situ, nonché possa esplorare forme di intrattenimento davvero innovative e sicuramente più interessanti, come l’utilizzo di ologrammi in movimento della fauna marina.

16 settembre 2020

Fra i 557 progetti presentati dai Ministeri per la divisione dei 209 miliardi di euro del Recovery Fund europeo, destinato alla ripresa del nostro Paese dopo l’emergenza sanitaria Covid-19, vi è incredibilmente anche quello del Ministero del Sud per la costruzione di un acquario, definito chissà perché “green”, nel porto di Taranto, per il quale sono stati richiesti 50 milioni di euro.

“L’idea di costruire un’ennesima prigione per animali con la scusa del turismo e dell’occupazione è fuori dal tempo e disperderebbe risorse importanti e serie per una città che ha bisogno di aria pulita e di rilanciare il proprio mare, che da alcuni anni ha ripreso a ospitare delfini in libertà -  ha dichiarato Andrea Casini, responsabile nazionale LAV Area Animali Esotici - di green poi c’è solo il titolo nella proposta del Ministro Provenzano, nel costruire con una colata di cemento, un ambiente artificiale per esseri senzienti, vittime di una forma di “intrattenimento” che sarà un fallimento, in un’area con potenziale naturale molto elevato e con una fauna marina unica”.

Facciamo appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa affinché nei dovuti tagli dei 557 progetti, che dovranno essere diminuiti di oltre due terzi nelle risorse economiche, ci sia anche quello dell’acquario, con una diversa destinazione dei fondi alla città di Taranto per progetti realmente green e utili per i tarantini.

 

Foto: (C) One Voice