TAR Trento respinge nostro ricorso contro linee guida orsi "problematici". Ricorreremo a Consiglio di Stato

È stata pubblicata oggi la sentenza del TAR di Trento sul ricorso da noi presentato contro le “linee guida per la gestione degli orsi”, redatte dalla Provincia di Trento.

 
Sono due gli elementi fondamentali sui quali si era concentrato il nostro ricorso, presentato grazie all'assistenza dall’avvocato Claudio Linzola del foro di Milano:
 
  • avevamo ribadito l’illegittimità del meccanismo che prevede automaticamente l’uccisione di un orso a seguito del possibile ferimento di una persona, escludendo qualsiasi approfondimento sulle dinamiche che hanno determinato l’evento, anche di ordine medico legale, Su questo argomento il TAR ha ricordato di essersi già espresso su analogo ricorso presentato dal WWF, a seguito del quale aveva annullato tale ipotesi e quindi ha ribadito che tale parte è di fatto già annullata
  • avevamo poi portato all’attenzione del TAR anche la superficialità e la genericità con le quali sono trattati i metodi preventivi che la Provincia di Trento dovrebbe applicare per scongiurare possibili aggressioni da parte degli orsi. Su questo, argomento il TAR non nega le nostre osservazioni, indicando però che potranno essere fatte valere impugnando i singoli atti di recepimento, quali, ad esempio, quelli che dispongono la gestione dei cassonetti anti-orso, o quelli relativi ai programmi di comunicazione verso i cittadini e per la gestione concreta dei metodi preventivi

In sostanza, il TAR di Trento sostiene che le linee guida impugnate sono mere linee di indirizzo, che non dispongono nulla di concreto e immediato nei confronti degli animali che dovranno essere disposte con nuovi atti, quelli sì impugnabili.

“Non concordiamo con la tesi del TAR – afferma Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici - giacché vediamo in queste linee guida, nella loro genericità e nella mancanza di programmazione, la base per nuovi incidenti, creazione di orsi problematici e nuove conseguenti ordinanze di abbattimento degli orsi. E quindi si deve agire da subito per rendere questo documento un vero e proprio piano di gestione dei metodi preventivi. Non dimentichiamoci che proprio M62 E F43, fratelli dell’orso M57 sono finiti potenzialmente nel mirino della Provincia proprio a causa della tardiva gestione dei cassonetti anti orso”

Per questi motivi, annunciamo fin da ora che ci rivolgeremo al Consiglio di Stato per chiedere l’annullamento della sentenza del TAR di Trento, in particolare per quanto riguarda le misure di prevenzione chiedendo siano disciplinate in maniera chiara, efficace e programmatica, proprio allo scopo di evitare possibili aggressioni da parte degli orsi, informando ed educando i cittadini alla convivenza con gli animali selvatici.